FLESH GORDON (1974)



1974, Michael Benveniste, Howard Ziehm.

Basterebbe una sola scena a rendere memorabile questa pellicola. I nostri eroi si trovano a bordo di una navetta stellare a forma di coccinella (o di piattola). Bene, si stanno dirigendo verso il palazzo del temibile Imperatore Wang The Perverted, sul pianeta Porno.
La navetta tenta di atterrare all'interno di un boccaporto, ma delle fauci di acciaio interrompono la manovra facendola saltare in aria. A questo punto la proiezione si interrompe per far apparire, a pieno schermo, una scritta tipo: 'Riusciranno i nostri eroi a salvarsi ecc.ecc.ecc...'. Dopo un breve intervallo, il film riprende mostrandoci quello che è realmente successo all'interno dell'astronave: semplicemente, i protagonisti si sono lanciati nel vuoto attaccati a degli ombrellini, salvandosi all'ultimo istante. Proprio come nei serial anni trenta. E come nelle strisce di Alex Raymond.


Geniale e sconcia parodia di un classico eterno del fumetto, "Flesh Gordon" rimane un caposaldo nella cinematografia seventies. Funziona alla grande come sexploitation, come commedia e, si, anche come film di fantascienza, vista la cura con la quale si sono realizzate scenografie, costumi ed effetti speciali. Certo non si sono spesi molti dollari per i costumi, specialmente quelli femminili, e quando un film comincia con una scarica di "raggi del sesso" che trasformano gli abitanti della Terra in una massa di infoiati, allora si capisce già dove si andrà a parare. Originariamente nasce come hard a tutti gli effetti. Si vede, nella scena dell'orgia a palazzo, in cui le prestazioni dei convenuti paiono molto convincenti. Leggenda vuole che il materiale girato da Ziemh sia stato addirittura sequestrato dalla polizia per poi essere distrutto perché ritenuto osceno.

Il gradiente erotico rimane comunque elevato per tutto il metraggio. Certo alcune situazioni rimangono nella memoria degli amanti del genere più di altre (vedi la copula in chiaroscuro tra la Regina Amora e Flesh Gordon sulla nave-cigno nero o la seduzione di Dale Ardor da parte di un'amazzone simil Pam Grier, al secolo Dee Dee Dailes) ma è la somma degli ingredienti a dare sapore al tutto. Ci troviamo anche in questo caso dalle parti del "basso che guarda verso l'alto" data tutta una serie di citazioni culte o semiculte che vanno dall'allunaggio di Méliès al Ray Harryhausen de "Gli Argonauti"(1963). Il che ci permette di considerare "Flesh Gordon" come il capolavoro della coppia Benveniste-Ziemh, due personaggi provenienti dall'exploitation più becera, vedi il proto porno "Mona: The Virgin Nymph"(1970), che hanno attraversato in lungo e in largo il cinema marginale statunitense, in misura maggiore Ziemh, autore di cose come "The Incredible Body Snatcher", "Tijuana Blues" (entrambi del 1972) e "Un corpo che Urla"("Sweet Cakes", 1976) con Linda Wong e Serena. Benveniste scomparirà nel 1982.


A dare vita, e soprattutto corpo, ai personaggi troviamo il belloccio Jason Williams (Flesh Gordon), che comparirà brevemente in "Alice e le Pornomeraviglie" ("Alice in Wonderland: An X Rated Musical",1976) di Bud Townsend e che continuerà la carriera attoriale fino agli anni novanta ("Vampiro a Mezzanotte", 1988); Joseph Hudgins (Dr.Jerkoff) e William Dennis Hunt (Wang) uno che ha interpretato una marea di serie Tv, passando pure da "Critters 3". Il grande Craig T. Nelson (tra i migliori attori di Hollywood, lo ricordiamo almeno in "The Osterman Weekend" e in "Nessuno ci puo' fermare") presta solamente la voce al mostro gigante animato in stop-motion che compare nel finale. Per quanto riguarda il parterre femminile, il discorso è diverso perché i due registi pescano nel mare magnum della sexploitation settantensca, tirandone fuori Suzanne Fields (Dale Ardor) e Mycle Brandy (Amora), due starlettes che, scorrendo le rispettive filmografie, sembrano aver corso la cavallina del genere sexy senza raccogliere particolari entusiasmi; un peccato perché la Fields, pur non essendo bellissima, risulta(va) gradevole e dotata di una certa aria sbarazzina capace di risvegliare l'attenzione degli spettatori più disponibili. Insomma, ci siamo capiti. Candy Samples (12 Aprile 1940), la giunonica amazzone, non ha bisogno di presentazioni, essendo una delle attrici hard e non, più apprezzate del periodo. Qualche titolo? "Fantasm", "Fantasm Comes Again", "Up", "Beneath THe Valley of The Ultra-Vixen", "Deep Jaws" e l'immortale "Le Avventure Erotiche di Don Chisciotte" (1976) di Ralph Nussbaum.

Il fatto che Ziemh e Benveniste facciano viaggiare i loro personaggi su di un'astronave a forma di pene e all'interno di un gigantesco scarico del cesso la dice lunga sulle intenzioni dissacratorie del duo. Un ultimo cenno al reparto effetti speciali che raggruppa praticamente quello che costituirà il gotha hollywoodiano degli effettisti anni ottanta: Rick Baker, Jim Danforth, Dennis Muren, Dave Allen e Doug Beswick. Penso che possa bastare.

Ah, consigliatissimo.

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