EQUINOX (1970)


"The Equinox: A Journey Into the Supernatural" aka "Equinox" (1967-1970) Dennis Muren, Mark Thomas McGee, Jack Woods

Questa più che bizzarra pellicola nasce originariamente come cortometraggio, intitolato "The Equinox: A Journey Into the Supernatural", nell'ormai lontano 1967 quando i giovani Dennis Muren (destinato ad entrare nel gotha degli effettisti hollywoodiani con all'attivo una cosa come otto oscar) e Mark Thomas McGee mettono mano al portafoglio per realizzare un piccolo film horror con creature in stop-motion. Il progetto viene a costare 6.500 dollari, ma la cosa più interessante è che la Tonylyn Production, casa di produzione di proporzioni non proprio gigantesche, decide di distribuire il film nelle sale. Fin qui, tutto bene. A questo punto, entra in scena quel vecchio volpone di Jack H.Harris, produttore e distributore ("The Blob" e "4D Man" tra le altre cose) che assume il montatore Jack Woods per girare delle scene aggiuntive necessarie ad allungare il brodo e trasformare il corto in un lungometraggio.


Nel dicembre del 1970 esce così nelle sale "Equinox", dopo una prima al Loop Theatre di Chicago, il prodotto bastardo nato dalle coppie Muren/McGee e Harris/Woods. Dunque, nella pellicola originale, quattro ragazzi (due uomini e due donne, of course) incontrano  il Dr. Waterman (nientemeno che Fritz Lieber, grandissimo scrittore che non ha assolutamente bisogno di presentazioni, il quale accettò il cameo su consiglio di Forrest J. Ackerman, ovvero Mr. Famous Monsters of Filmland) durante un picnic; il misterioso dottore è in possesso di un libro che contiene formule e simboli esoterici in grado di evocare demoni e forze oscure da una dimensione parallela. I ragazzi si trovano ben presto nella merda fino al collo quando una serie di creature (animate a passo uno da Jim Danforth, David Allen e dallo stesso Muren) si materializzano nella soleggiata California tentando di farli fuori.  Il girato aggiuntivo di Jack Woods, oltre ad introdurre il personaggio di Asmodeus , un sedicente ranger in realtà emissario delle forze del male (interpretato dallo stesso Woods, gran marpione, infatti è l'unico ad interagire "sessualmente" con le due ragazze) conta pure la telefonata ricevuta da David (Edward Connell) da parte del professor Waterman, suo insegnante di geologia, che lo prega di raggiungerlo al più presto, motivo per il quale i giovani si recano nella foresta (nella versione Harris/Woods, in quella originale non viene data alcuna spiegazione al viaggio nel bosco). 


Il film distribuito nelle sale risulta più lungo di dieci minuti rispetto al progetto iniziale di Muren e McGee, più "agile" e godibile nella sua dimensione "amatoriale", mentre il prodotto di Woods è, per forza di cose, più rivolto verso l'exploitation da drive-in, pur non contenendo materiale scabroso, anzi, il mitico Woods/Asmodeus che digrigna i denti, sbava e ipnotizza le castissime fanciulle nel bosco è visione degna di entrare nell'empireo della demenzialità. Per contro il girato di Muren e McGee, che costituisce la spina dorsale della pellicola, nonostante la messa in scena dilettantesca  mantiene un'atmosfera minacciosa che in larga misura fa perdonare recitazioni cagnesche e stupidità del plot. Gli amanti della stop motion non potranno poi non apprezzare il lavoro di Muren, Jim Danforth (successivamente all'opera nel super-cult "Flesh Gordon", 1974 di Ziehm e Benveniste) e David Allen (coadiuvati uncredited da Ralph Rodine, Jim Duron e David Stipes), praticamente i più grandi talenti in seguito operanti in ambito animazione a passo uno, che pagano giusto pegno agli indimenticati pionieri di questa tecnica, ovvero Willis O'Brien e Ray Harryhausen, animando una piovra gigante, un simil-King Kong e un demonio alato  che dovrebbe incarnare il Principe delle Tenebre in persona. 

Si, perchè nel notevole epilogo, i due ragazzi sopravvissuti all'ecatombe (il già citato Connell e Barbara Hewitt) per sfuggire a cotanto demonio, si nascondono dietro una grossa lapide raffigurante una croce (sulla quale vi è impresso il nome Hawks) contro la quale il diavolo alato si immola prendendo fuoco. Nell'esplosione che segue la povera Susan perde la vita, mentre David si ritrova a fronteggiare una gigantesca ombra nera che gli fa chiaramente capire che non gli sfuggirà.  Finale cupo e senza speranza che aggiunge quel qualcosa in più degno di essere ricordato e non buttato nel macero dei cheapies di fine anni sessanta. Non è poco per un filmetto amatoriale.


In molti hanno notato delle somiglianze con il successivo capolavoro di Sam Raimi, "La Casa/The Evil Dead". Vero, tuttavia le idee sono nell'aria ed in ogni modo il parto Raimi/Campbell rimane  un capitolo a sé stante nella cinematografia del new horror o come cazzo volete chiamarlo. Quindi, il film è consigliatissimo, che ve lo dico a fare, specialmente nella splendida edizione Criterion Collection del 2006, contenente i due cut del film più una vera e propria valanga di extra, dopo un periodo di totale assenza sia dagli schermi Tv che in supporto video (solo negli anni ottanta la Wizard Video ne curò un'edizione per gli  U.S.A rititolata "The Beast"). 

Il co-regista e sceneggiatore Mark McGee (poi autore degli ineffabili "Bad Girls From Mars" e "Sorceress") si ispirò al capolavoro assoluto di Jacques Tourneur "Curse of the Demon/Night of the Demon" (1957) durante la stesura dello script. Come assistente alla camere è accreditato Ed Begley Jr. poi attore televisivo e cinematografico mentre il grande Fritz Lieber è protagonista di solo quattro scene, dove non profferisce parola alcuna. Per contro si può ascoltare il vocione di Forry Ackerman nelle scene ambientate all'ospedale psichiatrico, proveniente da un registratore a bobina.

Find DVD

Find VHS







Nessun commento:

Posta un commento