BLOOD SABBATH (1972)


1972, Brianne Murphy.

Ecco un bel film con satanassi e streghe (possibilmente ignude) diretto dalla cinematographer Brianna Murphy, intitolato "Blood Sabbath".

David (Anthony "Tony" Geary) è un reduce del Vietnam che se ne va in giro con chitarra acustica a tracolla con tanto di ballad in stile Stephen Stills periodo primi album da solista in sottofondo. Incontra subito un combie van ripieno di hippies che lo deridono lanciandogli addosso la birra (dal finestrino si affacciano nientemeno che le tette di Uschi Digard, uncredited). Il buon David è un tipo tranquillo e la notte vuole dormire, per cui quando un trio di ragazze infoiate e nude cerca di farselo nottetempo, lui fugge. Tutto questo è solo una breve introduzione alla ciccia della pellicola. Si, perché David incontra nel laghetto in cui è caduto una ninfa, Yyalah (la Susan Damante di "The Student Teachers") di cui si innamora follemente. Bisogna ora aggiungere che nel boschetto si aggira pure Alotta, the Queen of Witches (nientemeno che la mitica Ilsa in persona! Dyanne Thorne, con vestale rosso fuoco e bandana) e uno strano santone di nome Lonzo, il quale si prende a cuore le sorti del giovane. I due, Lonzo e David, una sera se ne vanno in una la locanda dove suonano dei messicani tristissimi, nel senso che piangono e suonano melodie struggenti, e proprio qui veniamo a conoscenza di El Padre, il prete locale (Steve Gravers), il quale è vessato dalla strega Alotta che non perde tempo a provocarlo offrendogli delle fanciulle nude pronte a farselo. Grande scena.

Bene. La travagliata storia d'amore tra David e Yyalah si complica ulteriormente perché ci mette lo zampino la strega Alotta, che vorrebbe irretire il reduce. Gli fa credere che sta per sacrificare una bambina sull'altare di Satana, per cui il buon David si offre in cambio della giovane vita. Tutte cazzate, poiché lo scopo è quello di convertire David al satanismo durante il sabba. Se vi piacciono i film in cui delle ragazze ballano seminude intorno ad un altare mentre Dyanna Thorne masturba un cero, questa è la pellicola che fa al caso vostro.

Cultissimo e sleazy come pochi, il parto della Murphy (regista solo di un altro titolo, un teen-movie con droga e alcol starring Ami Dolenz, ma direttore della fotografia in una valanga di serie tv) rimane nella memoria più per le intenzioni che per il risultato finale ma, a conti fatti, poco importa data la mole di materiale degno di essere custodito dall'amante di chincaglierie seventies. In questo senso tutto il finale è da prendere e salvare in blocco, sia per la psichedelia spiccia della messa in scena, sia per l'andamento onirico della vicenda, sia per la Thorne che balla con le megatette al vento e monologa con la testa decapitata del povero El Padre. Non ha prezzo. Però attenzione anche al finalissimo in cui David viene inseguito e schiantato dal furgoncino di hippies incontrato all'inizio; durante il metraggio si sono visti dei cialtronissimi flashback del Vietnam in cui si suggerisce, ma non si dice a chiare lettere, che David (praticamente vestito da giardiniere per farlo sembrare un soldato) potrebbe essere stato ucciso dal fuoco amico durante la battaglia. Dopo l'incidente, il reduce si risveglia nel laghetto con l'amata ninfa. Fine. Non è poco, dai. Il mitico Tony Geary è stato protagonista di un plotone di episodi di "General Hospital" e di altre serie Tv, ma pure di un misconosciuto filmetto intitolato "Assalto al Network" (1988) di David Beaird con Bill Paxton e Tim Curry. Musiche del grande Lex Baxter accreditato come Bax e canzoni interpretate da Chuck Conway.



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Originariamente pubblicato il 25 giugno 2012

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