TRESPASS (2011)


2011, Joel Schumacher.

Che brutto. Che brutto. Ma è proprio brutto 'sto "Trespass". E dire che "Twelve", la precedente fatica (?) registica del povero Schumacher non mi era dispiaciuta, non fosse altro per la scena in cui 50 Cent spacciatore si faceva pagare in natura dalla giovanissima Emily Meade. Vabbe'.



Dunque, Nicolas Cage e Nicole Kidman sono una coppia ovviamente in crisi. Lui commercia in diamanti, lei è architetto, sono pieni di soldi e vivono in una magione con la figlia sedicenne in fregola (Liana Liberato). Tempo dieci minuti e i criminali irrompono nella villa travestiti da sbirri. Sono un plotone e tutti urlanti e minacciosi. Vogliono i soldi, vogliono i diamanti, ecc.ecc. Nicolas non vuole aprire la cassaforte, la Kidman si dispera e forse nasconde qualcosa, la figlia, uscita di nascosto con una sua amichetta zoccola (ancora Emily Meade!), torna all'improvviso e sono cazzi. Sono cazzi anche per il pubblico perchè una sequenza di cazzate così una dietro l'altra non si vedeva da parecchio. Non tanto per l'apparato tecnico, quando ci sono di mezzo i milioni di dollari i professionisti non ce li si fa mancare (alla fotografia c'è Andrzej Barktowiak, che non è proprio il primo arrivato) ma per la densità dell'aria fritta che si respira. E dire che anni e anni fa mi ricordo di aver letto, su "Ciak" se non sbaglio, che "Scommessa con la Morte" ("The Dead Pool", [1988]), l'ultimo Callaghan, era né più né meno che "novanta minuti di aria fritta". Non c'entra niente, ma c'è aria fritta e aria fritta. Un film come "Ore Disperate" versione Michael Cimino (tanto per citare un altro film ai tempi vituperato) con Mickey Rourke ancora se lo puccia nel latte al filmetto di Schumacher. Verrebbe da dire che un qualunque action/thriller/home invasion girato negli eighties sia meglio di questa minestra, ma così si rischia di esagerare.



Tutti urlano contro tutti, si puntano le pistole, si sfoderano i coltelli, si minaccia tutti di morte ma non c'è mai un momento in cui la violenza che una situazione del genere dovrebbe scatenare, diventi palbabile. Solo parole. Nicolas nostro in overacting, Ben Mendelsohn fa quello che può per rendere minaccioso e subdolo il suo personaggio e c'è Cam Gigandet che fa gli occhi dolci alla Kidman durante la rapina. In più, la pietra tombale del film, viene inserito a cazzo un flash-back in cui si spiega il motivo per cui i criminali hanno tentato la rapina, cercando di creare empatia nei confronti dei rapitori. Si, vabbe'. Pare che lo stesso Cage abbia contribuito da par suo ad incasinare la situazione, decidendo improvvisamente di voler cambiare ruolo, passando dal marito al capo dei rapitori per poi ritornare sui suoi passi. Io amo quell'uomo.

Per il resto, c'è poco da aggiungere. Si potrebbe azzardare un semplicistico "senza infamia e senza lode" ma quella serie di finali e sotto-sotto finali piazzati a fine corsa (che non sveliamo per non rovinare il divertimento o la noia) affondano senza appello il parto di Schumacher. Se durante la visione vi viene in mente "Secuestrados" (2010) di Miguel Angel Vivas (questo sì claustrofobico e violento nonostante la sensazione di trovarsi di fronte ad un esercizio di stile sia legittima) avete ragione. Per chi apprezza l'home invasion meglio rivolgersi agli inglesi, con "Cherry Tree Lane" (2010) di Paul Andrew Williams. Siamo su un altro pianeta, ma non era poi così difficile visto che pure "Mother's Day" di Darren Lynn Bousman gli fa un culo così a Schumacher. Fine.

Si salvano solo le fanciulle, Liana Liberato, Emily Meade e Jordana Spiro che fa la stripper. La Kidman fa quello che può ma è totalmente sprecata se si pensa a quello che avrebbe potuto fare con una performance versione MILF della sua prestazione in "Ore 10 Calma Piatta" ("Dead Calm", [1989]) di Phillip Noyce. Altri tempi.

Originariamente pubblicato il 27 luglio 2012.

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