BUIO OMEGA (1979)



Buio Omega. Già il titolo dice tutto. Nessuna speranza. Nessuna redenzione. I pur efficaci "Beyond The Darkness" e "Buried Alive" (titolo scelto dalla Aquarius Film di Terry Levene per la distribuzione negli States) non riescono a rendere pienamente il senso di morte che ivi si respira. Qui andiamo verso i territori del morbid, della necrofilia come unico modo di concepire il rapporto amoroso.

Sì, perché, a conti fatti, di storia di amore si tratta. Francesco è innamorato di Anna. Anna è gravemente malata, pur essendo giovane e bella. Non rimane molto tempo (in una delle scene iniziali la ragazza chiede con un filo di voce all'infermiera di "darle un po' di salute", intendendo un poco di trucco che la possa rendere presentabile al suo amato, terribile). I due non hanno nemmeno consumato il loro amore. L'arrivo di Francesco all'ospedale è un pezzo di cinema da antologia. Il furgone si ferma, il ragazzo si precipita verso l'entrata, musica dei Goblin in sottofondo, mano a mano che Francesco si fa largo tra le corsie, il suono ovattato di un cuore pulsante riempie la colonna sonora. A questo punto sembra di essere improvvisamente scagliati in un lacrima-movie stile Raimondo Del Balzo. Melò allo stato puro. Anna dice a Francesco che prima di morire vuole "essere sua". Subito dopo i macchinari che tengono in vita la ragazza, mostrano la linea piatta. Capolavoro. Non abbiamo accennato al fatto che Francesco, per lavoro o per diletto, fa l'imbalsamatore. Non ci vuole poi molto a capire ciò che succederà.

Film seminale come pochi, questo parto di Massaccesi. Non tanto per l'originalità del narrato, quanto per il virtuosismo della messa in scena. E' necessario ricordare che il film è un rifacimento de "Il Terzo Occhio"(1966) di Giacomo "Mino" Guerrini, con Franco Nero, Erika Blanc e Gioia Pascal, qui riletto in sceneggiatura da Ottavio Fabbri, regista di quello strano oggetto non identificato che risponde al nome di "Movie Rush-Febbre del Cinema"(1976) con Benjamin Lev, Marilda Donà, Loredana Berté e Massimo Boldi che si produce in una scena piuttosto ardita con tanto di fallo posticcio (?). Rilettura violenta, sadica e obitoriale. E' un film che ti rimane "attaccato", è difficile scrollarselo di dosso a visione avvenuta. Forse perché Massaccesi è implacabile nel mostrare i particolari che sono parte costituente del rito della Morte: la vestizione del cadavere, la chiusura con le viti della bara, la sepoltura stessa di Anna. Non a caso la scena centrale della pellicola è proprio quella dell'imbalsamazione, girata come se fosse una scena erotica, quasi hard. Il corpo di Anna completamente nudo, il bisturi che comincia tagliare in profondità la carne, l'esposizione oscena delle interiora e, infine, la rimozione del cuore che il ragazzo addenta con un piacere fisico che il regista tiene particolarmente a sottolineare. Per non parlare del rapporto tra l'imbalsamatore e la governante della magione, Iris, una straordinaria Franca Stoppi, bravissima, arrapante e ripugnante allo stesso momento, figura di strega moderna come poche volte si è vista sul grande schermo. La Stoppi ruba la scena a tutti quanti, poche storie. Attrice teatrale di notevole talento, ha avuto il suo momento di splendore in zona bis dalla seconda metà degli anni settanta ("Bestialità" di Peter Skerl [1976] scritto con George Eastman) fino ai primi anni ottanta, che la vedono partecipare ai film di Mattei-Fragasso "La Vera Storia della Monaca di Monza"(1980), "L'altro Inferno"(1981, esorcistico da riscoprire) e al dittico con Laura Gemser "Violenza in un Carcere Femminile"(1982) e "Blade Violent- I Violenti"(1983). Magnifica, la Stoppi, quando, subito dopo aver fatto a pezzi un cadavere e averlo disciolto nell'acido, si ingozza di carne davanti ad un allibito Francesco che, letteralmente, vomita sul pubblico ripreso in primo piano.

Scene al limite, dunque, che rispecchiano la personalità del Massaccesi, il quale non lesina scorrettezze e colpi bassi sbattuti in faccia allo spettatore ai tempi impreparato a subire questo diluvio di sangue, deiezioni cerebrali e fluidi corporei assortiti. Certo, "Buio Omega" non è solo pajata e sangue. Anzi. Se state cercando un film in cui Aristide si produce in una fotografia stupenda e ricercata, è proprio questo. Basti pensare alla bellissima scena finale, in cui Iris avanza nel buio brandendo un coltello da macellaio, in cui si può chiaramente notare la malcelata ambizione di Massaccesi, che cita Sua Maestà in persona Alfred Hitchcock. Con buona pace dei puristi. Puristi che, probabilmente, non apprezzeranno nemmeno le frequenti sterzate in zona sexploitation compiute da un Aristide in formissima. Non perde infatti occasione di puntare la cinepresa sulle nudità delle attrici, che si tratti delle vittime occasionali di Francesco o della Stoppi stessa, che tira fuori il seno per "allattare" simbolicamente il concupito giovane necrofilo. Fino allo strepitoso bagno integrale della ragazza rimorchiata in discoteca, inserito addirittura nel prefinale, scena cultissima manco fossimo in "Eleven Days Eleven Nights"(1987), che ribadisce la totale libertà creativa in cui si muoveva il regista romano a quei tempi, che di lì a breve porterà alle ardite contaminazioni di "Le Notti Erotiche dei Morti Viventi"(1980), "Sesso Nero"(1980), "Porno Holocaust"(1981), "Hard Sensation"(1981) e, soprattutto "Caligola, La Storia Mai Raccontata"(1982).

Spendiamo ora qualche parola per il cast, avendo già tenuto conto della meravigliosa Franca Stoppi. Per interpretare Francesco, viene chiamato Kieran Canter, praticamente inespressivo, ma che in questo ambito funziona discretamente, specialmente nel finale; più che un attore, un gran piacione che aveva interpretato solo "Liebes Lager" di Enzo Gicca Palli, un nazierotico uscito, se non sbaglio, nel dicembre del 1976, e che la leggenda vuole abbia fatto perdere la testa a Moana Pozzi che volle affiancarlo nell'hard "Erotic Flash"(1981) di Roberto Bianchi Montero. Finiamola qui altrimenti si spalanca una porta che è meglio lasciare chiusa. Vi basti sapere che Canter partecipò pure al porno italiano con John Holmes, "Carne Bollente"(1987). Basta così. Nel doppio ruolo di Anna e della gemella Teodora, troviamo la bellissima Cinzia Monreale (ovvero Cinzia Moscone) attrice già al servizio di Fulci in "Sella D'Argento"(1979) e che sarà poi Emily ne "L'aldilà ...e tu vivrai nel terrore! - The Beyond"(1981) e la ragazza del pendolo in "I Guerrieri dell'anno 2072"( 1984) sempre di Fulci. Anche se il ricordo ce la consegna giovanissima e nudissima in piedi nella vasca nel film di Vittorio Sindoni "Perdutamente Tuo...Mi Firmo Macaluso Carmelo Fu Giuseppe"(1976) con Stefano Satta Flores. Brava e ancora bellissima la Monreale. Le vittime del sadico Francesco sono, in ordine di apparizione, Lucia D'Elia ("Dedicato a una Stella" [1978] di Cozzi) e Anna Cardini, che aveva interpretato nello stesso anno uno strano film dell'attore Ruggero Miti, "Maschio, Femmina, Fiore, Frutto" con Massimo Boldi, Anna Oxa, Giovanni Crippa e Ninetto Davoli. Menzione d'onore a Simonetta Allodi, la ragazza della discoteca, bionda molto attraente che non si vide poi quasi più sugli schermi, a parte in "Sbamm"(1980) reperto archeologico di comicità primi anni ottanta diretto da Franco Abussi (?) e interpretato da Ezio Greggio, Valeria D'obici e Luca Biagini. Un peccato, perché la Allodi bucava lo schermo. Pare che lavori nell'ambito del doppiaggio e dell'adattamento dialoghi per le serie televisive. Un giusto tributo alla bella Simonetta. Altri interpreti, Sam Modesto (il becchino), Walter Triubus e Mario Pezzin.

Girato a Bressanone nell'estate del 1979, "Buio Omega" viene proiettato per la prima volta il 15 Novembre dello stesso anno. A fine agosto era uscito "Zombi 2 - Zombie Flesh Eaters". Un periodo fecondo e felicissimo per il cinema italiano che segna anche la fine di un'epoca; pochi giorni dopo le riprese, viene infatti a mancare il grande Ermanno Donati. Produttore storico, padre di Donatella, collaboratrice di Aristide, e figura insostituibile nell'ambito dell'industria cinematografica italiana. Poi subentrerà Sarlui, ma questa è un'altra storia.



Originariamente pubblicato il 6 luglio 2011.


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