STURMTRUPPEN (1976)

1976, Salvatore Samperi.

Trasposizione cinematografica delle celeberrime vignette di Franco "Bonvi" Bonvicini (31 marzo 1941 - 9 dicembre 1995), nate originariamente il 2 ottobre 1968 e poi ospitate da Paese Sera, "L'Ora" di Palermo, la rivista romana Off Side e da altre pubblicazioni, tra le quali pure Eureka, fondata dal grande Luciano Secchi/Max Bunker.

Chi cerca connessioni con la ginecommedia d'epoca, è meglio che cambi pellicola perché il film di Salvatore Samperi (26 luglio 1944 - 4 marzo 2009) è opera spuria, surreale, imprendibile, senza centro che cerca di rimanere fedele alla struttura delle strisce bonviane. Sceneggiatura di Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni, con la collaborazione di Vittorio Vighi e Maria Pia Fusco, che lascia briglia sciolta ai due attori e ai comprimari, Massimo Boldi, Lino Toffolo, Teo Teocoli, Felice Andreasi, Sandro Ghiani, Licinia Lentini, Umberto Smaila (nel ruolo del cuoco) e pure quel gran pezzo della Corinne Clery; comicità stralunata e anarchica, è proprio il caso di dirlo, con Samperi in trasferta dai suoi pruriginosi drammi erotico-morbosi-famigliari (nello stesso anno girò "Scandalo" con Franco Nero e Lisa Gastoni) ma sempre e comunque sarcastico e pungente nel mettere alla berlina convenzioni e ipocrisie dei sistemi sociali scelti come bersaglio. Quando un film comincia con "l'accoltellamento di Marx" da parte di un ufficiale tedeschen cocainomane (Cochi Ponzoni) allora si può già capire dove tutto andrà a parare.



Film non facile, non accomodante, financo triste e malinconico, vedi la cena con Pozzetto e la Clery in mezzo alla discarica/campo militare che rappresenta l'universo in cui è calata tutta la sequenza di eventi, figlio del decennio selvaggio dei seventies e, soprattutto, testimonianza evidente di un cinema che ora non si prende nemmeno più in considerazione. "Sturmtruppen" uscì il 23 dicembre 1976, proprio nel periodo che oggi chiamiamo propizio per i "cinepanettoni" italici, ma è tutto meno che un prodotto plastificato e predigerito per il grande pubblico; certo parliamo sempre di un'altra epoca, però di qualcosa dobbiamo pur parlare e una certa differenza, almeno di intenti, è impossibile non notarla. Prendiamo il finale con il Milite Ignoto inviato da Dio in persona (il grande Jean-Pierre Marielle, carriera sterminata, doppiato da Pino Locchi) per porre fine alla guerra; portato a cospetto del Papa (Felice Andreasi [8 gennaio 1928 - 25 dicembre 2005] in doppio ruolo) verrà eliminato da quest'ultimo tramite ostia avvelenata, al grido "La Guerra Continua!". Capito, non proprio la stessa cosa.

Consigliato a tutti, specialmente agli amanti del Pozzetto anni settanta, che ve lo dico a fare, il quale non era nuovo a queste uscite, anzi in futuro tirerà fuori pure una cosa come "Saxofone" (1978) da lui anche diretto. Molto, molto diverso dai vari Buttiglione, Patrocloo e Kakkientruppen. Soldatesse di Nando Cicero a parte, che rimane un pilastro del genere. Nel 1982 lo stesso Samperi ne girerà un seguito "Sturmtruppen 2 Tutti al Fronte" con Bombolo e Cannavale, ancora Andreasi, Boldi e Teocoli, scritto dallo stesso Bonvi (con Giancarlo Governi) il quale nel prototipo si concede un breve cameo nel ruolo di un condannato a morte che piscia in testa a Boldi. Il master trasmesso dalla Rai ha i titoli di coda che scorrono su schermo nero, al contrario della versione uscita in sala e quella edita in Vhs dalla Domovideo, in cui scorrono su immagini del film. Uscito, mi pare pure in edicola in Dvd per la collana "Tutto il Cinema di Renato Pozzetto", come ultimo numero.

Originariamente pubblicato il 4 gennaio 2012.



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