IN GINOCCHIO DA TE (1964)


1964, Ettore Maria Fizzarotti.

Musicarello di grande successo, diretto dallo specialista Fizzarotti, apripista di una ideale trilogia Morandiana (nel senso di Gianni).

Rimane l'impressione che i prodotti raggruppati sotto la definizione di "Musicarello", termine mutuato da "Carosello", vengano percepiti come delle operine di serie minore, leggere e popolari senza dubbio, ma dando una rapida occhiata ai credits principali ci si accorge come i professionisti ivi impiegati siano, in realtà, i più quotati delle nostre maestranze; Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi in sceneggiatura, Franco Fraticelli al montaggio, Stelvio Massi, futuro regista di "Squadra Volante" (1974) con Milian e Moschin e della trilogia di "Mark Il Poliziotto" alla fotografia ed Ennio Morricone al commento musicale, il tutto sotto l'ala produttrice della Titanus.

Il cinema dei cosiddetti "musicarelli" era mutato nel corso degli anni cinquanta in cui i riconosciuti protagonisti canori erano Luciano Tajoli e Claudio Villa, i melodici, tanto per intenderci, per poi arrivare al cambio generazionale inevitabile in cui si dovettero scontrare con gli urlatori, e qui si inserisce a forza la figura di Lucio Fulci, il quale (con Piero Vivarelli e Vittorio Vighi) sceneggiò e, naturalmente, diresse, "I Ragazzi del Juke-Box" (1959) con Carotenuto, Tony Dallara, Betty Curtis, un giovanissimo Adriano Celentano e Fred Buscaglione. Replicò con "Urlatori alla sbarra" (1960), senza contare i vari Paolella, Amendola e Mattoli già attivi nel genere, e da qui in avanti la strada fu spianata per chiunque fosse provvisto di almeno un successo musicale da proporre al pubblico. Tony Renis, Mina, Joe Sentieri, Rita Pavone, Teddy Reno, Bobby Solo, Little Tony fino ad arrivare al Gianni Morandi/Gianni Traimonti della trilogia comprendente anche "Non Son Degno di Te" e "Se Non Avessi più Te" entrambi del 1965 e diretti dal "solito" Fizzarotti, autore anche di "Una Lacrima sul Viso" (1964).

Pochi cenni sulla trama, universalmente conosciuta, in cui il giovine cantante di belle speranze Gianni Traimonti è chiamato a prestare il servizio militare in quel di Napoli, dove ovviamente si innamorerà della figlia del Maresciallo Todisco, la bella Carla (Laura Efrikian, poi reale sposa di Morandi). Una volta vinto un concorso canoro in RAI, sarà però irretito dalla procace Beatrice (Margaret Lee) sorella altolocata di un commilitone che rischierà di mandare in frantumi la storia d'amore tra i due. Di contorno, i tentativi maldestri di scoprire il bello dell'amata figliuola da parte del padre di Carla, un grande, non vi è nemmeno bisogno di dirlo, Nino Taranto, protagonista principale a tutti gli effetti, reggente da solo tutta quanta l'impalcatura comica, impreziosita pure da caratteristi come Carlo Taranto, Enzo Viarisio, Vittorio Congia (il romano Nando Tazza), grande presenza nel cinema italico, anche doppiatore (di Ian Holm negli ultimi due capitoli della trilogia dell'anello di Peter Jackson), Fabrizio Capucci, Ave Ninchi (la cuoca Cesira) e Stelvio Rosi, qui nel ruolo di Giorgio Di Bassano, fratello di Beatrice e "figlio di papà", presenza costante nei musicarelli del periodo, ma anche nello "spiaggiarello" di Camillo Mastrocinque "Diciottenni al Sole" (1962) con le bellissime Catherine Spaak e Lisa Gastoni, consigliatissimo, e in uscite bis quali "Qualcosa Striscia nel Buio" (1972) di Mario Colucci con Lucia Bosè, Farley Granger e Giacomo Rossi-Stuart nonché nel coevo "Sei Iellato Amico, Hai Incontrato Sacramento" di Giorgio Cristallini con Ty Hardin e Doris "Krista" Nell, con lo pseudonimo di Stan Cooper. Grande presenza, Stelvio.

Storia d'amore, numeri musicali e contorno comico-macchiettistico, si diceva, il tutto amalgamato a creare una pellicola di puro ed innocente intrattenimento. In questo senso la sceneggiatura di Corbucci-Grimaldi risulta un meccanismo perfetto, financo diabolico, nella costruzione di un plot che sarà poi utilizzato, con i dovuti aggiustamenti, in tutta quanta la trilogia e oltre. Fizzarotti era un professionista di solida esperienza, figlio del regista Armando Fizzarotti ("Malafemmena", 1957) e aiuto regista per Mario Bonnard, tra gli altri, "I Masnadieri" (1963), che si affidava alla grande professionalità dei suoi interpreti e ai volti puliti dei giovani protagonisti, spesso ripresi con insistiti primi piani, in un contesto storico in cui la figura di Morandi viveva in un universo mediatico dove il giovane cantante/attore era entrato di peso nelle case degli italiani, tanto che la sua chiamata alle armi e il fidanzamento con la Efrikian furono vissuti quasi al pari di un reality show ante litteram. I siparietti musicali sono la portata principale su cui viene imbastito l'intero menù, innegabile, tuttavia sono proprio gli spazi concessi ai cosiddetti comprimari a dare senso e quadratura alla pellicola. Impensabile, infatti, pensare ad un prodotto di questo tipo senza la presenza di un Nino Taranto, attore straordinario, attivo nella rivista, in radio, televisione e cinema, vero mattatore della scena semplicemente perfetto, non una espressione, una battuta, un movimento che siano fuori luogo o eccessivi ai fini della parte. La presenza delle spalle comiche è antico retaggio della tradizione dell'Avanspettacolo, e qui troviamo Gino Bramieri e Raffaele Pisu nei ruoli rispettivamente del padre e dello zio di Gianni, così come i grandissimi Franchi e Ingrassia lo furono in altre produzioni quali "Soldati e Caporali" (1964) di Mario Amendola con Tony Renis e "Nel Sole" (1967), Al Bano e Romina-movie di Aldo Grimaldi.

A fare la differenza nel parterre femminile, senza nulla togliere alla Efrikian e alle altre interpreti, Elena Tilena, Rosita Pisano, Lucia Borgia e Dolores Palumbo nel ruolo della moglie di Taranto, abbiamo la bellissima, stupenda, sensualissima Margaret Lee, amatissima da chi scrive, protagonista della stagione aurea del cinema italiano con frequenti partecipazioni a oggetti non identificati del bis come "Papesatan, Papesatan, Aleppe" (1973) di Salvatore Bugnatelli che imbastì un'altra pellicola con il materiale girato per "Papesatan.." senza la Lee ma con Gabriella Giorgelli dal titolo "Scusate Eminenza...Posso Sposarmi?" (1975), "Gli Assassini Sono Nostri Ospiti" (1974) di Vincenzo Rigo (regista interessante, da rivedere "Lettomania", 1976), il film "scomparso" di Dante Marraccini "Un Attimo di Vita" (1975), rititolato come "La Sensualità è un Attimo di Vita" (1975) e pure "Colpo Rovente" di Piero Zuffi, con un'altra bellissima dell'epoca, Susanna Martinkòva. Tantissimi i film da citare per la magnifica Margaret, ivi accreditata come Margareth Lee (che si doppiava da sola, conoscendo benissimo l'italiano) tra i quali impossibile non citare il bellissimo noir "I Bastardi" (1968) di Duccio Tessari, con super cast comprendente Rita Hayworth, Klaus Kinski e Giuliano Gemma. Cameo di Enzo Cerusico, molto amato da queste parti, nel ruolo di Gualtiero, cugino di Carla che spaccerà come presunto fidanzato per fare ingelosire Morandi.

Presenza "forte" della RAI, inevitabile in quel periodo storico, rappresentata da Enzo Tortora in persona che recita ben più che una piccola parte. Sullo sfondo, come già accennato, la città di Napoli, fotografata in bianco e nero da Massi, celebre fu la scena vicino alla Fontana del Gigante del Bernini, che suggella la storia d'amore tra i due giovani. Compare per un momento dietro a due soldati, la locandina italiana del film "Schiavo d'amore" (1964) di Ken Hughes con Kim Novak e Laurence Harvey.

Consigliato, agli amanti del genere e non. Come ogni filone che si rispetti anche il musicarello è andato involgarendosi e imbastardendosi già sul finire del decennio principe, basti pensare a prodotti come "Quelli belli...siamo noi" (1970) di Giorgio Mariuzzo con Orchidea DeSantis, Maurizio Arcieri e Carlo Dapporto, per poi trovare nuova linfa vitale (più o meno) con personaggi come Alan Sorrenti nel vanziniano "Figli delle Stelle" (1979) e, soprattutto, il biondocrinito cantante partenopeo più famoso al mondo, cioè, il grande Nino D'Angelo, protagonista di tutta una serie di film diretti, di volta in volta, dalla squadra Ninì Grassia, Romano Scandariato, Mariano Laurenti. Prossimamente su questi schermi. O almeno speriamo.

A chi può interessare, ecco l'elenco delle canzoni eseguite nella pellicola e relativi interpreti e autori, come indicato nei titolo di coda del film:

-Che me ne faccio del Latino- Gianni Morandi (Beretta, Marchesi/Bertolazzi)
-Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte- Gianni Morandi (Franco Migliacci/Luis Enriquez Bacalov)
-'O marenariello- Gianni Morandi (Gennaro Ottaviano/Salvatore Gambardella)
- 'O Sole Mio- Gianni Morandi (Giovanni Capurro/Edoardo Di Capua)
-Se vuoi uscire una domenica sola con me- Gianni Morandi (Giancarlo Guardabassi, Bruno Zambrini)
-O' Coscritto 'nammurato- Nino Taranto (Gigi Pisano/Giuseppe Cioffi)
-Insieme a Voi- I Meteors (Carlo Rossi/Guido Podestà)
-Non son degno di Te- Gianni Morandi (Migliacci/Zambrini)
-Ho chiuso le finestre- Gianni Morandi (Migliacci/Bacalov)
-In Ginocchio da Te- Gianni Morandi (Migliacci/Zambrini)



Originariamente pubblicata il 5 agosto 2011.



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