martedì 14 novembre 2017

MAD MONSTER PARTY? (1967) Jules Bass



Capolavoro targato Rankin/Bass ancora in grado di lasciare a bocca aperta spettatori e amanti della stop motion. "All Monsters Together!", sembra quasi di trovarsi in un film Universal degli  anni quaranta, quelli di Erle C. Kenton tanto per intenderci, solo che da queste parti tutti i mostri sono animati a passo uno e non disdegnano la danza e i bagordi. 

La Rankin/Bass Production Inc. (o Rankin/Bass Animated Entertainment) fondata da Arthur Rankin Jr. e Jules Bass nel 1960 conobbe grande successo di pubblico con i suoi special televisivi (un titolo su tutti, "Rudolph The Red-Nosed Reindeer" [1964]) improntati in massima parte sulla Animagic, tecnica di animazione in stop motion divenuta un vero e proprio marchio di fabbrica della casa di produzione. Nel 1966 Rankin e Bass decisero di imbastire un progetto con protagonisti tutti i mostri più famosi dell'industria culturale, piazzando nel bel mezzo della festa proprio Lui, il grande Boris Karloff/William Henry Pratt, a dare "voce", naturalmente, al Barone Boris Von Frankenstein.



Il buon Barone, dopo aver inventato un composto in grado di distruggere la materia (durante il bellissimo incipit lo inietta in un corvo che automaticamente si tramuta in una specie di ordigno atomico), decide di andare in pensione e di lasciare la baracca in mano al nipote Felix Flankin, maldestro e timidissimo tuttofare in un drugstore, che viene dunque invitato ad un prestigioso ed esclusivo party al quale, come da copione, saranno presenti tutti i mostri degni di tale nome, quindi Dracula, L'Uomo Lupo, Il Gobbo di Notre-Dame, L'Uomo Invisibile, Il Mostro della Laguna Nera, La Mummia, Jekyll&Hyde e King Kong, accreditato come "It" per problemi di copyright, senza contare l'allegra brigata del Barone, comprendente il Mostro di Frankenstein, la cariatide Monster Mate (doppiata da Phyllis Diller), la bomba sexy Francesca (Gale Garnett) e Yetch, il maggiordomo/schiavo del Barone disegnato e plasmato sulle sembianze di Peter Lorre (doppiato dal poliedrico Allan Swift, autore di quasi tutte le performance vocali della pellicola). Naturalmente il Conte Dracula, sedotto dalla rossa Francesca, assistente del Barone, tenterà di mettere fuori gioco il povero Felix, fino al pirotecnico finale.

Bellissimo, cultissimo e geniale, questo "Mad Monster Party?" è pietra preziosa da conservare e ammirare senza nessun senso di colpa o di "perdita di tempo", per via di una realizzazione tecnica per molti versi straordinaria (le produzioni Rankin/Bass si avvalevano del genio dello stop animator Tadahito Mochinaga [1919-1999], un pioniere di questa tecnica legato alla MOM Production di Tokyo), una cura dei dettagli maniacale (strepitosi tutti i mostri, la riproduzione del castello e i numeri musicali) e un tono da spoof in stile Abbot e Costello che non stona con il citazionismo impossibile da evitare visto l'argomento trattato. Musical, horror, commedia, la sceneggiatura di Len Korobkin (supervisionata dal creatore di Mad, ovvero Harvey Kurtzman) non si fa mancare nulla e male non fa, poiché il risultato è realmente spettacolare, con grandi momenti quali il già citato incipit (nostalgica e riuscitissima citazione/parodia dei film Universal di James Whale sul Mostro di Frankenstein), il viaggio in nave con il capitano e il suo secondo grandi spalle comiche, l'arrivo al castello dei mostri, il party che dà il titolo al film e il finale con l'arrivo di King Kong/It che un amante/appassionato del genere semplicemente non può non apprezzare, nonostante qualche lungaggine e prolissità di troppo, specie nella seconda parte. 

Questioni di lana caprina, comunque, perché vedere Karloff e Lorre ancora insieme, seppur ricreati virtualmente in plastilina (Lorre scomparve nel 1964, Karloff morirà nel 1969) come ne "I maghi del Terrore/The Raven" (1963) di Roger Corman e "Il Clan del Terrore/The Comedy of Terrors" (1964) di Jacques Tourneur (manca solo Vincent Price all'appello) è sempre esperienza inebriante per chi si è ubriacato con l'horror classico. Per il resto,  quando in un film di animazione viene scelto Jack Davis della EC Comics, altro genio, in qualità di character designer, si può capire subito la portata dell'opera, che ve lo dico a fare,  anche se il film va visto e toccato in prima persona, le parole (almeno le mie) non rendono giustizia al parto Rankin/Bass, piccolo classico misconosciuto che nell'ultimo decennio ha goduto di una riscoperta in digitale grazie alle versioni 2003 e 2005 curate dalla Anchor Bay e quella definitiva targata Lions Gate del 2009 con extra e interviste ai realizzatori e qualità video superiore a quella delle vhs d'epoca (la Embassy Pictures, casa di produzione del film stesso ne curò un'edizione) derivate da un 16 mm non proprio impeccabile, grazie al ritrovamento da parte della Sony Pictures Television di una copia in 35 mm restitutiva dei colori originari. Il film conosce un seguito, "Mad Mad Mad Monsters" per la serie"The ABC Saturday Superstar Movie" trasmesso il 23 settembre 1972, che abbandona la stop motion per la cel animation, molto bello, seppur minore, uscito pure in Dvd per la Classic Media.Consigliatissimi, tutti e due. Grande colonna sonora, mai edita su qualsivoglia supporto audio fino al 1998 con Ethel Ennis che canta il pezzo d'apertura, "Mad Monster Party", appunto. Chissà cosa ne avrebbe tirato fuori il vecchio Gerry Damiano, autore negli anni settanta di una versione hard dei Muppets, "Let My Puppets Come" (1976) titolo che dice tutto quello che c'è bisogno di sapere. INTERPRETI: Boris Karloff, Phyllis Diller, Allen Swift, Gale Garnett, Ethel Dennis.

26 febbraio 2012 (c) Belushi

1 commento:

  1. Cult assoluto! da vedere se si apprezzano i classici Universal \ Hammer ed Amicus.

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