sabato 14 gennaio 2017

A COLD NIGHT'S DEATH (1973) Jerrold Freedman



Bellissimo Tv Movie trasmesso da ABC il 30 gennaio 1973. Questa volta l'entusiasmo è giustificato perché la caratura dell'opera di Freedman (uno che ha diretto una valanga di film televisivi ma pure "L'Uomo del Confine/Borderline" [1980] con Charles Bronson) è veramente molto alta.

Eli Wallach e Robert Culp, scienziati alle dipendenze della NASA, vengono spediti via elicottero presso la Tower Mountain Research Station, centro di ricerca soffocato dalla neve e dal gelo, per fare luce sui comportamenti a dir poco sospetti del collega preposto allo studio delle reazioni dei primati sottoposti a isolamento in vista di un progetto aerospaziale. C'è poco da indagare poiché lo trovano morto assiderato. Decidono quindi di restare alla stazione per occuparsi delle scimmie, lasciate senza acqua né cibo, e per continuare le ricerche. Solo che c'è qualche cosa che non va. L'atmosfera è tesa, le scimmie si comportano in modo strano, sembra che i due non siano soli. Robert Jones (un grande Robert Culp, che non ha assolutamente bisogno di presentazioni) è quello che sembra sentire maggiormente l'isolamento e la presenza di una minaccia invisibile ma palpabile, mentre il collega Frank Enari (un Eli Wallach veramente in gran spolvero) più pragmatico e deciso, è convinto che l'uomo si stia facendo suggestionare da quanto successo al precedente ricercatore.



Due attori, due stanze, le scimmie, la neve, poco più di un ora di film e Freedman consegna ai posteri un'opera tanto semplice quanto terrorizzante. Ma terrorizzante nel senso "classico" del termine. Nel senso che siamo dalle parti di un "film del terrore" (lasciamo a casa per una volta l'ormai abusatissimo "perturbante" che mi ha davvero rotto i cojoni) che fa paura. Roba che se lo guardi di notte, ti viene da guardarti dietro le spalle. Esagero, probabilmente. Ma mica tanto, perché Freedman e lo sceneggiatore Christopher Knopf riescono a toccare corde lovecraftiane che molti altri addetti ai lavori non hanno mai nemmeno sfiorato. Merito dei due magnifici protagonisti e di un'atmosfera paranoica e allucinata (esasperata pure dalla fotografia di Leonard J. South e dalla colonna sonora dissonante di Gil Melle) che non abbandonano lo spettatore fino alla fine della vicenda. Che non sveliamo. A chi ha apprezzato le opere di Howard Hawks e John Carpenter credo che il film piacerà. Chi considera i film dei seventies come "roba vecchia" è molto meglio che si astenga.


Consigliatissimo. Girano solo dei bootleg derivanti dai passaggi televisivi, ma potete vedervelo qua sotto, oppure procurarvi la novelization a cura di Barbara Harrison. David Berlatsky, responsabile del montaggio di questo e altri mille titoli, è anche il regista del cultuale "The Farmer". INTERPRETI: Eli Wallach, Robert Culp, Michael C. Gwynne.

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