lunedì 31 ottobre 2016

SHE WOLVES OF THE WASTELAND (1988) Richard Hayes



Il lungo braccio del post-nuke ottantesco non poteva esimersi dall'esibire un prodotto d'accatto come questo "She-Wolves of the Wasteland", praticamente un film sexploitation travestito da film apocalittico/catastrofico per la gioia di chi ama vedere sullo schermo fanciulle poco vestite che si picchiano e sparano nel deserto.

Il vecchio Robert Hayes è un cinematographer con oltre 40 titoli alle spalle (tra Tv e altre cosette) autore di soli tre film, tra cui un documentario, per cui la pellicola in questione è da considerarsi come la punta di diamante della sua scarna filmografia. Non che ci volesse molto, tuttavia "She-Wolves...", conosciuto anche con il più sobrio titolo di "Phoenix the Warrior", si fa ricordare per un paio di importanti motivi; prima di tutto c'è quel figone di Kathleen Kinmont (proprio lei, la ex-moglie di Lorenzo "Renegade" Lamas) e secondo perché c'è quella cavallona di Kathleen Kinmont. Beh, a dirla tutta ci sono pure Peggy McIntaggart (qui come Peggy Sands), "playmate of the month" del gennaio '90, e la compianta Roxanne Kernohan di "Critters 2" e "Not of This Earth", tragicamente scomparsa a soli 32 anni il 5 febbraio 1993 a causa di un incidente automobilistico. Basterebbero solo questi argomenti a sostenere il lavoro di Hayes, ma c'è tutta la pratica post-nuke che è degna di essere ricordata.

Dunque, in un mondo post-bomba gli uomini sono tutti morti, sono rimaste solo le donne, divise in due fazioni; da una parte le "cattive" al soldo di una cariatide deforme alimentata ad elettricità (Sheila Howard) e dall'altra un'orda di amazzoni selvagge accreditate come "Rezule Warriors". In mezzo ci stanno la giovane Keela (Peggy Sands, cagnissima) e la guerriera tenera ma dura Phoenix (la Kinmont). Fin qui tutto bene. Il plot vuole che Keela sia pure l'unica donna fertile in tutto il creato o in quel che ne rimane e che la Reverend Mother voglia accaparrarsi il nascituro per creare una nuova razza. Quindi Keela, prima magrissima, ad un certo punto partorisce una bambina che poche sequenze dopo è già pronta per andare a scuola. Tutto vero. Da qui comincia la lotta tra  le due ragazze e le bad-girls guidate dalla sacerdotessa nera Persis Khambatta, primo nome in cartellone.

Possiamo candidamente ammettere che le regole non scritte del genere sono tutte rispettate e presenti nella sceneggiatura. Possiamo pure dire che il reparto scenografico, con il nulla a disposizione, riesce a non farsi disprezzare nemmeno troppo, sfruttando al massimo le locations e buttando davanti alla cinepresa qualche baracca e qualche macchina sfasciata per rappresentare la fine del mondo (ma lo facevamo pure noi con i nostri mai dimenticati post-atomici). Possiamo pure ribadire che c'è molta passera. Quello che non possiamo dire è che i combattimenti e le scene d'azione in generale, tolgano il fiato. Ma non ne facciamo un dramma. Anzi. Godiamo di quello che abbiamo per le mani senza lamentarci troppo, perché quando abbiamo un bell'inseguimento tra dune buggies proprio all'inizio, Kathleen Kinmont che lancia una mela per aria e la riprende al volo dopo aver sparato a due carogne, un combattimento in un'arena che sembra un campetto dell'oratorio in cui le contendenti si sferrano dei colpi assolutamente innocui, Peggy Sands che per uccidere la vecchia cariatide le stacca la corrente come Frank Drebin con la bomba atomica di "Una Pallottola Spuntata 2 e 1/2", allora Hayes vince a mani basse.

Consigliatissimo. Se non siete ancora convinti, vi basti sapere che ad un certo punto compare anche l'unico esemplare di maschio reperibile (James Emery, una valanga di apparizioni in serial televisivi) e che Peggy Sands lo colpisce con una pietra in piena testa mentre Kathleen Kinmont esclama estatica 'I Think it's a man!' per poi brandirgli i genitali. Vostro Onore, non aggiungo altro. Dvd della Echo Bridge Home Entertainment, NTSC, Region 1, 1.33:1. Che cosa state aspettando? INTERPRETI: Kathleen Kinmont, Peggy Sands, Persis Khambatta, Roxanne Kernohan, James Emery, Sheila Howard, Skyler Corbett, Nina Jaffe, Courtney Caldwell.

sabato 29 ottobre 2016

FEAR BOOK No.1, April 1986 Egyptian Graffiti


Text: Jane and Bob Stine
Art: Stephen R. Bissette
Color: Michele Wrightson







mercoledì 19 ottobre 2016

THE HATCHING (2016) Michael Anderson

Rapida segnalazione per questa curiosa produzione UK che sembra scavare nel solco della cazzate Asylum ma che in realtà percorre un suo personalissimo cammino nel genere eco-vengeance o come volete chiamarlo. Dunque, il giovane Tim riceve in eredità la ditta paterna, motivo per il quale ritorna al suo vecchio paese già teatro di una terribile tragedia ai danni di povero bambino, divorato da un coccodrillo (?). Tim si sente colpevole perché partecipò alla spedizione notturna che portò alla morte del piccolo amico e in più non è ben visto dai suoi operai e in generale da tutti gli abitanti del paesino, ma le cose sono destinate ad andare ancora più a puttane quando cominciano gli attacchi di un coccodrillo gigante che si aggira per il fiume. 

Si, lo so, sembra una cazzata ed in effetti è proprio una cazzata, ma piuttosto divertita e divertente (con le solite cautele del caso) infarcita com'è di quell'aplomb tutto inglese che permette al filmetto di Anderson di rivisitare il genere con un sarcasmo e una certa dose di acido che viene di solito a mancare nelle produzione USA (indie e non) troppo occupate a prendere sul serio gli spaventarelli o la ormai abusatissima scappatoia della nostalgia anni ottanta (che piace pure a me, ma ad una certo punto mi rompe anche i coglioni). Tutto questo per dire che "The Hatching" non è un capolavoro e nemmeno un film completamente riuscito, ma solo una sana e divertente commedia nera che parte dall'eco-vendetta per trasformarsi in un delirio a base di macellai e carne umana. Non è poco. Molte facce simpatiche e come bonus una scena dopo la quale i più sensibili non vorranno mai più ordinare un tortino di carne nella Terra di Albione. Anderson è in giro dagli anni settanta come operatore e comparsa. DVD qui. INTERPRETI:  Andrew Lee Potts, Laura Aikman, Danny Kirrane, Georgia Henshaw, Muzz Khan, Justin Lee Collins, Thomas Turgoose, Jack McMullen.




martedì 11 ottobre 2016

TRE MATTI IN UN COLLEGIO FEMMINILE (1975) Gregory Corarito


"Delinquent School Girls" è un filmaccio di pura exploitation di quelli fatti apposta per fare inorridire gli apostoli dei Cahiers du Cinéma. Non tanto per quello che mette in scena, ma piuttosto per l'aria scanzonata (quasi con punte di commedia slapstick) che si respira per tutto il metraggio. E parlando di un film in cui tre maniaci sessuali evasi dal manicomio si scatenano in una sorta di ballo di San Vito con le ragazze ospiti di una scuola correzionale, si può facilmente capire come la correttezza politica non sia di certo il piatto principale servito da Corarito ("The Sadistic Hypnotist"), elemento non particolarmente apprezzato anche dalla censura italiana che lo respinse di petto al momento della sua prima valutazione nell'agosto del 1975, ancora con il titolo "Tre evasi in un collegio femminile". (Ripresentato nel gennaio del 1976 come "Tre Matti in un collegio femminile", alla pellicola fu concesso il nulla osta definitivo solo il 1 febbraio dello stesso anno a monte di tagli e modifiche; tuttavia la TCX farà di peggio con la distribuzione del film in VHS nei primi anni ottanta, devastandolo con una versione di soli 58 minuti, a monte degli 89 originari, piazzandogli un titolo come "Carnal Madness" che potrebbe far pensare all'aggiunta di inserti hard ma che di fatto eliminava quasi tutto il primo tempo con gli evasi a casa di George "Buck" Flowers.)


Se state pensando ad una cosa come "L'Ultima Casa a Sinistra" siete proprio fuori strada, poiché i tre protagonisti sembrano quasi una versione oscena di "The Three Stooges" per cui le scene di violenza non risultano mai disturbanti o disgustose ma solo un pretesto per mostrare le attrici seminude, regalando al pubblico da drive-in un certo quantitativo di sequenze squisitamente deliranti nella loro follia, vedi la partita notturna di pallavolo (?) interrotta dai tre debosciati che costringono le due ragazze ad una combattimento nel fango, l'unico blando richiamo al film di Craven, volontario o involontario che sia, reso ancora più spiazzante dalla fotografia di Louis Horvath (collaboratore storico di Al Adamson) che camuffa il tutto con il look rassicurante di un telefilm anni settanta.

Gli intenti satirici di Corarito sono evidenti, il collegio in realtà non è molto diverso
dall'ospedale psichiatrico e le ragazze sono pazze quanto (se non più) dei matti "istituzionalizzati", un gay, un "fratello" ed un attore fallito che nel finalissimo tenta di organizzare un numero alla Bubsy Berkeley durante una lezione di karate. Capito? Lo statuto cultuale che (più o meno) circonda la pellicola è dovuto soprattutto al cast, con il trio di folli evasi coperto da caratteristi apparentemente insospettabili, vale a dire il regista/attore Michael Pataki (proprio lui, il boss di Ivan Drago in "Rocky IV"), lo  stuntman Robert Lee Minor, mitico stunt double di Jim Brown, John Amos, Carl Weathers e presenza fissa in svariati blaxploitation movies dei settanta ("Blacula", "Coffy", "The Legend of Nigger Charly" ma la lista è lunghissima) più il grande Stephen Stucker futuro membro del Kentucky Fried Theater già pronto per la sua mai dimenticata performance in "L'aereo più pazzo del mondo" (1980) e seguito, scomparso a soli 38 anni nel 1986.


In evidenza la bella rossa Sharon Kelly/Colleen Brennan già attiva in ambito sexploitation (l'immarcescibile "The Dirty Mind of Young Sally" di Buckalew, poi con Russ Meyer e in due Ilsa movies, tra le altre cose) prima del suo trionfale ingresso nell'Hard, che è capace di ritagliarsi un simpatico ruolo di karateka badass in mezzo al gruppo di gradevolissime anonime del trecento che compongono il cast, con menzione speciale per Roberta Pedon e Nika Movenka, quasi tutte provenienti dalla fucina dell'American Art Enterprises (AAE). DVD in coppia con "Dream No Evil" qui. INTERPRETI: Michael Pataki, Bob Minor, Stephen Stucker, Sharon Kelly, George "Buck" Flowers, Brenda Miller, Roberta Pedon, Zoe Grant, Ralph Campbell, John Alderman.







lunedì 3 ottobre 2016

HALLOWEEN HORROR #1, October 1987


VLEES (2010) Nieuwenhuijs/Seyferth


In "Vlees/Meat" un macellaio erotomane sbava per la sua giovane lavorante, ma non pensate subito male, non si tratta di una ginecommedia dei tempi andati o di una cosa come "Il Macellaio" con la Parietti. Victor Nieuwenhuijs e Maartje Seyferth, marito e moglie già autori di "Venus in Furs" e "Crepuscule", guardano al cinema arty di Peter Greenaway (più o meno) ma in realtà rimestano nel calderone del genere più bieco e sordido con questo delirio che i vegetariani ameranno alla follia.




Il sesso è sporco e laido, c'è un commissario di polizia che è identico al macellaio (Titus Muizelaar), un sacco di gentaglia e un andamento ondivago che rischia di far venire un gran mal di testa, ma questo "Meat" è materiale esploitativo di prima scelta, tanto per rimanere in tema, grazie e soprattutto alla presenza della bella Nellie Benner, la giovane aiutante che è al tempo stesso vittima, carnefice e puttana. Il tutto immerso in un luogo gelido, livido e talmente inospitale da trasformare la macelleria quasi in una sorta di ospedale o prigione da evitare con ogni mezzo possibile.

Molto poco accomodante. Alcuni critici lo hanno definito un Lynch ancora più in acido ma il clima cimiteriale sembra provenire, con tutte le cautele del caso, da certo cinema "frollato" come "Spell - Dolce Mattatoio" di Cavallone. E' passato per parecchi festival ed ora è disponibile sia in Dvd che on demand. Fate voi.  INTERPRETI: Nellie Benner, Titus Muizelaar, Hugo Metsers, Kitty Courbois, Ali Sultan.


Meat from artsploitation on Vimeo.












sabato 1 ottobre 2016

DR. MINX (1975) Howard Avedis


Bisognerebbe scrivere un trattato su Howard Avedis. Un pilastro dell'exploitation capace di passare da "The Teacher" ("Professoressa Facciamo l'Amore", 1974 con la bellissima Angel Tompkins) a "Mortuary" (1983). 

Questo "Dr. Minx" è un bigino ipotetico del suo inconfondibile stile "prendi i soldi e scappa". Diciamo che non si tratta proprio di una messa in scena impeccabile. O si ama o si detesta. Però ragazzi, con Edy Williams non si scherza. Un monumento al sexploitation cinema, qui nei panni di una procace dottoressa dalla vita sessuale piuttosto movimentata, come da copione.

Non poteva essere altrimenti per la giunonica moglie di Russ Meyer che nel mare magnum dell'exploitation settantesca si mosse in più direzioni, anche nel bis italico con la partecipazione a "Peccati in Famiglia" (1975) di Bruno Gaburro con Renzo Montagnani, Jenny Tamburi e Simonetta Stefanelli, per poi passare, ovviamente, in zona Meyer con "The Seven Minutes/I Sette Minuti che Contano" (1971) e "Beyond The Valley of the Dolls"(1970) non disdegnando cose come "Con Sei Ragazze a Poppa Si Rizza la Prua", geniale titolo italico del più sobrio originale "I Sailed To Tahiti with an All Girl Crew" (1968) di Richard L. Bare, tra le altre, tantissime cose. Cameo della moglie di Avedis, Marlene Schmidt, come di consueto.

Per inguaribili nostalgici e amanti del genere. Vhs NTSC Continental Video qui. Siete avvertiti. INTERPRETI: Edy Williams, William Smith, Randy Boone, Marlene Schmidt, Harvey Jason, Charles Knapp.