giovedì 26 maggio 2016

ZATTERE, PUPE, PORCELLONI E GOMMONI (1984) Robert Butler



Con questo "Up The Creek" (1984) ovvero "Zattere, Pupe, Porcelloni e Gommoni" andiamo (o meglio, vado) a sbattere contro un caposaldo della mia gioventù sprecata, cioè le commedie goliardiche che tanto mi attiravano al cinema grazie e soprattutto a titoli e locandine che sembravano promettere sconcezze e zozzerie come se piovesse, quindi il danno era bello che fatto.



Qui, per entrare nello specifico, siamo alle prese con un prodotto ibrido, il risultato di una operazione chirurgica volta a creare un "mostro di Frankenstein" con pezzi presi da "Animal House", "Porky's" e "The Cannonball Run". Non a caso i protagonisti principali sono nientemeno che Tim Matheson (Otter in "Animal House"), Dan Monahan ("Pipino" Morris nella saga di "Porky's") e Stephen "Sogliola" Furst, indovinate da quale film. Non che mi fregasse qualcosa dei protagonisti maschi. La promessa era una bionda in bikini su un gommone e "Zattere..." cercava di mantenerla con le grazie (poco esposte) della bellissima Jennifer Runyon, che molti ricorderanno all'inizio di "Ghostbusters". Bei tempi, bastava un'ideuzza venuta molto probabilmente a Sam Z. Arkoff (che produceva) e via di green light per la sceneggiatura di Jim Kouf, uno interessante, già autore di "The Boogens" e "Class" e futuro sceneggiatore di "L'Ammiratore Segreto" e "Sorveglianza Speciale". Con questo cappellone (in senso introduttivo) non voglio dire che "Up The Creek" sia un capolavoro nel suo genere o una gemma dimenticata e sottovalutata. Anzi. Siamo più in territorio "senza infamia e senza lode" che dalle parti del cult movie tout-court, sebbene ad una più attenta visione (si, vabbè) il desiderio di rivalutarlo abbia preso il sopravvento rispetto ad una più severa disamina critica. No, ve sto a raccontà un sacco de fregnacce. "Zattere..." è quello che è, una pellicola derivativa che più derivativa non si può, salvata dalle performances di Tim Matheson e del cane Chuck The Wonder Dog, godibilissima ma assolutamente innocua nella sua leggerezza, voluta ed esibita, ma lontana anni luce dai prototipi ai quali si "ispira". 




Il plot, semplicissimo, è un pretesto per fondere l'umorismo da "college romp" con il genere "Wacky Races", mettendo un manipolo di zoticoni (gli improbabili universitari Matheson, Monahan, Sandy Helberg e Furst, praticamente un copia-incolla di Bluto Blutarsky) nelle condizioni di gareggiare in una farlocca "raft race", con tutte, ma proprio tutte le complicazioni del caso, militari imbecilli mutuati da "Stripes" compresi. Quindi, nulla per cui strapparsi i capelli, ma un'occasione per vedere sullo schermo una parata di volti noti e meno noti quai James B. Sikking, Robert Costanzo e il mitico John Hillerman di Magnum P.I. nel ruolo del rettore della Lepetomane University



E qui torniamo all'inizio. Se "Porcelloni" è un richiamo piuttosto preciso che lascia spazio a pochi dubbi, la "quota" di carnassa esposta in "Up The Creek" risulta deludente e forse pure una presa per il culo, tenuto conto della presenza di un figone da paura come Jeana Tomasina (o Tomasino), Playmate of the Month del novembre 1980. Non a caso il regista è quel Robert Butler, autore di una valanga di serie TV (Emmy per "Hill Street" nientemeno) ma anche de "Il Computer con le scarpe da Tennis" e "Spruzza, Spara e Sparisci", che non è un hard ma un produzione Disney  con Kurt Russell. Certo, è pure vero che non si può (o non si poteva) avere tutto e per l'educazione sessuale ai tempi c'erano pure i fumetti Squalo. Blu-ray qui. INTERPRETI: Tim Matheson, Jennifer Runyon, Stephen Furst, Dan Monahan, James B. Sikking, John Hillerman, Jeana Tomasino, Sandy Helberg, Julie Montgomery, Blaine Novak, Jeff East.






mercoledì 11 maggio 2016

THE WEREWOLF STRIKES! - Shock Terror Special

TALK DIRTY TO ME III (1984) Ned Morehead


Vediamo un pò di ripescare qualcosa da un lontano passato, per cui non posso esimermi dal riproporre il mitico"Talk Dirty To Me III" (aka "La parte erotica di una calda moglie" insignito pure de l'AVN Awards nel 1985), che segue i due precedenti capitoli diretti rispettivamente dal grande Anthony Spinelli, ovvero il capostipite del 1980, e da Tim McDonald nel 1982, mantenendo il protagonista principale John Leslie nel ruolo di Jack  e diretto dal Ned Morehead di "Girls of the Night" e "Desperate Women".



Se tutti si ricordano di "Splash-Una Sirena a Manhattan" (1984) di Ron Howard con Tom Hanks e Daryl Hannah, in pochi si ricordano di questa pellicola che racconta praticamente la stessa storia ma con  Traci Lords nel ruolo della sirena e senza tutto il latte e miele versato dall'ex-roscio di "Happy Days", mostrando al pubblico ciò che realmente voleva vedere sullo schermo ma che non ha mai osato chiedere a Hollywood. L'arrapantissima sirenetta Traci finisce nella piscina di un campo nudista (guardacaso) e si innamora follemente dell'aitante Jack, solo che ci sono dei problemi di comunicazione, visto che tutto quello che la dolce fanciulla riesce a proferire è una sequela di "Fuck", "Dick", "Pussy", "Asshole" ad libitum, avendo come maestre delle vere reginette del ballo. Non tutte si divertono a insegnare le parolacce alla sirena, infatti una Ginger Lynn Allen da sturbo prende in simpatia la creatura tentando di spingerla nelle braccia di Jack, non disdegnando di scoparsi il promesso sposo Tom Byron, figlio del grande Jamie Gillis nel film.



Grandi sequenze hard come da copione , e visto il cast di super professionisti della Golden Age of Porn non poteva essere altrimenti, con il compianto John Leslie che subito si scatena con la biondina Rikki Blake (spiati da una nudissima Traci Lords che si dedica all'autoerotismo con i suoi inconfondibili urli a fare da colonna sonora) passando per una strepitosa performance pompinara da parte di Ginger Lynn Allen per poi ritornare alle prodezze di un Leslie in grande spolvero con una statuaria e di bianco vestita Amber Lynn, nel ruolo della Dottoressa Helen Spengler, veramente spettacolare, e se ci si mette pure il grandissimo Jamie Gillis con Susan Hart e Bunny Blue allora la sensazione di trovarsi in uno dei migliori prodotti hardistici del periodo si fa certezza.



E Traci Lords? Visione di ottundente bellezza, è nuda per tutto il film ma si concede a Leslie solamente nel gran finale con trasformazione in diretta e conseguente "squeeze play" e doggy da paura. Dopo il fatidico "cum shot", Traci fugge e si tuffa in acqua, chiedendo a Jack/Leslie di seguirlo. Il quale prontamente si butta. Lieto fine con le ragazze protagoniste che si scoprono tutte quante sirene. Si tratta pur sempre di una favola. Quando tutta la storia relativa alla minore età della Lords saltò fuori, il film fu pesantemente rimaneggiato; tutte le scene con la protagonista originale furono sostituite da sequenze con Lisa DeLeeuw nel ruolo della sirena (girate in video e non in 35mm come l'opera originaria) e la riedizióne rititolata come "The All New Talk Dirty To Me Part III" con Ginger Lynn Allen in copertina al posto della Lords. Comparsata della bella Laurie Smith come nudista e di Peter North. Sceneggia e produce lo specialista Jerry Ross con la Dreamland, già autore di "Kinky Business" e"Sister Dearest" con Traci. Che dire, consigliatissimo. Thanks, Ginger. Thanks, Traci. E sempre e comunque grazie Annette. VHS ex-noleggio della Preziosa Video e per l'import (ovviamente) cofanetto imperdibile della Alpha France, PAL, ratio 1.33:1, traccia inglese e francese, contenente pure "Breaking It" (1984) di Svetlana Marsh e "Sister Dearest" (1984) di Jonathan Ross. INTERPRETI: Traci Lords, John Leslie, Ginger Lynn Allen, Jaime Gillis, Tom Byron, Amber Lynn, Bunny Blue, Susan Hart, Colleen Brennan, Peter North, Laurie Smith, Lisa DeLeeuw (recut version).






martedì 3 maggio 2016

SHARKANSAS WOMEN'S PRISON MASSACRE (2016) Jim Wynorski



E chi li ammazza questi. Quando sento cazzate varie su "Sharknado" o l'eventuale sdoganamento della SyFy e relativa scoperta dell'acqua calda in ambito exploitation/trash/puttanate mi viene solo da ridere, cazzo. Wynorski e soci vanno avanti da quarant'anni con queste cose. Quaranta. Con il beneplacito di Corman o anche senza. Per cui non deve stupire la presenza su questi lidi di una cosa come "Sharkansas Women's Prison Massacre" che con un titolo del genere riassume mezzo secolo di cinema marginale, senza poi fare vedere un cazzo. La base dell'exploitation, ovvero prima il titolo e poi tutto il resto.


Per farla breve, un'esplosione all'interno di una cava libera dei famelici squali nelle paludi adiacenti (si, vabbè), guardacaso proprio il luogo scelto dai tutori della legge per raddrizzare la schiena a un manipolo di detenute in canotta e pantaloncini, tutte truccate manco fossero in un bordello. Fin qui, tutto bene. Poi arriva Dominique Swain (non più di primo pelo e già avvezza al genere, vedi "Nazis at the Center of the Earth") a liberare la sua bella (Cindy Lucas) e quindi tutte in fuga per essere poi braccate non solo da due agenti speciali, Corey Landis e la mia amatissima Traci Lords, ma anche dagli squali che sono in grado di scavare tunnel nel terreno come le talpe, memori forse dei cugini già visti in "Sand Sharks" (2011) con la figlia di Hulk Hogan.



Il massacro promesso dal titolo, come prevedibile, è solo uno specchietto per le allodole (o per le zoccole) visto che siamo più sul terreno del film action cialtrone con fughe e sparatorie speziato con qualche occasionale attacco degli squali di terra e una spruzzata di erotismo da discount (niente tette, solo un castissimo bagno nella vasca idromassaggio in cui le grazie della giunonica Skye McDonald vengono a malapena celate dal bikini). E poi? E poi un cazzo, si continua così fino al finalissimo ambientato in una caverna sotterranea dove tutti sembrano divertirsi un mondo a sparare cazzate e fare finta di morire crivellati da proiettili inesistenti (è tutto aggiustato in post-produzione).



 Capito? A Wynorski non importa un cazzo di niente, continua dritto per la sua strada fregandosene di riscoperte, rivalutazioni e mode effimere. That's Exploitation, e Jim rimane ancora il Califano del cinema culi e tette e porchetta e salsicce, uno che in tempi non sospetti (o pure sospetti, come volete) se ne usciva con "The Bare Wench Project", "Busty Cops", "The Witches of Breastwick" e l'immortale, intraducibile "Cleavagefield". Tanto il pubblico lo si prende per il culo pure in serie A, con operazioni truffaldine e furbastre degne di tycoon paraculi, basta aggiungere "Cloverfield" ad un indirizzo. Go Jim!!! Blu-ray qui. INTERPRETI: Dominique Swain, Traci Lords, Cindy Lucas, Christine Nguyen, Amy Holt, Skye McDonald, Corey Landis, John Callahan, John Archer Lundgren, Tabitha Marie.