mercoledì 20 gennaio 2016

THE TOY BOX (1971) Ronald Victor Garcìa



Questo curioso "La Scatola dei Giochi Erotici" (1971) porta la firma "insospettabile" di R.V. Garcìa, insospettabile perchè oggi è uno stimato direttore della fotografia e regista di una valanga di serie Tv, mentre ai bei tempi dell'exploitation dura e pura (più o meno) è stato autore di simpatiche chincaglierie da sale sporche e puzzolenti quali "The Pleasure Machine" (1969), "Inside Amy" (1975) e "The Toy Box" (1971) che tra quelli nella cesta è il più delirante e sordido.

Una coppia di spiritati pseudo-hippies (Evan Steele/Sean Kinney e Ann Myers/Ann Perry) procura allo zio mummia vivente (nel senso che se ne sta seduto immobile su una sedia) del materiale umano che per ottenere una misteriosa ricompensa contenuta nella famigerata "scatola dei giocattoli" deve prodursi in performances sessuali. Più o meno così. Non che ci sia nulla di particolarmente depravato. Almeno nella versione originale, mentre la copia italiana risulta pesantemente rimaneggiata e insertata con sequenze hard di diversa provenienza, troncando (quasi) tutto il prologo e i titoli dei testa (una delle cose migliori del film) cominciando di fatto con l'arrivo dei due protagonisti nella magione dello zio. Niente di nuovo. A parte il fatto che si perde proprio il senso ultimo della pellicola, con i giovani che vengono in qualche modo manipolati dal grande vecchio, molto probabilmente un alieno o l'emissario di una sconosciuta "forza superiore" che vuole sperimentare con il sesso, la versione originale è folle e sgangherata come solo certi prodotti del cinema marginale possono essere, un mix tra psichedelia spiccia e i fumetti sexy/horror di marca seventies con molti nudi e scene di sesso in cui i protagonisti sembrano più impacciati che arrapati. 

Grandi apparizioni di Neola Graef e Uschi Digard (quest'ultima alle prese con un letto molto particolare) entrambe uncredited e la splendida Debbie Osborne in versione "gigante" e strafatta che vale il prezzo del biglietto, almeno per gli amanti di simili prodotti. "A Pandora's Box of Freudian Depravity", vedete un pò voi. Dvd Something Weird Video in double bill con "Toys Are Not For Children" qui. INTERPRETI: Sean Kenney, Ann Perry, Debbie Osborne, Jackie King, Casey Larrain, Marie Arnold, Kathie Hilton.


martedì 12 gennaio 2016

LOOKING FOR MR. GOODBAR (1977) Richard Brooks


Provo una strana sensazione a (ri)guardare per l'ennesima volta "In Cerca di Mr. Goodbar". Qualcosa di strisciante, subdolo, che mi si attacca addosso. A parte il fatto che è un capolavoro cupo e disperato, financo inaspettato da un professionista come Brooks (vabbè, "Blackboard Jungle", "The Professionals", tanto per citarne due), uno rigoroso, quadrato, uno storyteller nel vero senso della parola, qualità che gli ha permesso di passare indenne dal sistema "classico" degli studios alla produzione indipendente della New Hollywood, ma è proprio il fatto di trovarmi di fronte ad una sorta di coming of age al contrario che mi lascia ammutolito a fine visione. Ogni volta. Che la storia della giovane insegnante in una scuola per sordomuti sia tratta da un fatto realmente accaduto, a questo punto, nulla aggiunge ad una pellicola che potrebbe fare chilometri e chilometri sulle proprie gambe, senza stampelle o supporti di alcun tipo. Certo c'è il libro (ottimo) di Judith Rossner da cui è tratta, a fare da ponte levatoio, ma a conti fatti, "Looking for Mr. Goodbar" pellicola è una fortezza dura e inespugnabile che ha il proprio centro in Diane Keaton e in quell'appartamento che diventa prigione e buco nero capace di imprigionare e risucchiare la sua occupante.



Theresa Dunn cerca di trovare una via d'uscita da una vita opaca e opprimente con il sesso e con la droga, incontra uomini nei locali, se li porta a casa, se li scopa, ma al mattino se ne devono andare fuori dalle palle. Regola unica e insindacabile della casa. Neanche la presenza e la nascita di una specie di rapporto malato con Tony (un grande Richard Gere, doppiato da Giannini) sono in grado di "soddisfarla", di farla passare "dall'altra parte", di farle dimenticare le sue origini e il suo soffocante desiderio di emancipazione. Così gli incontri occasionali continuano. Continuano fino ad uno dei più grandi, deliranti, isterici finali del cinema anni settanta. E non solo.

Brooks è implacabile. Restringe sempre di più il cerchio intorno alla sua protagonista fino a rendere quasi palpabile e "insopportabile" (termine che va preso un pò con le pinze) il senso di abbandono e, si, di morte che si respira in quel monolocale, aiutato da un grandissimo direttore della fotografia come William A. Fraker (da vedere il suo "A Reflection of Fear", 1973), maestro nel ricreare un universo buio, cupo, fangoso, con pochissime oasi di luce.

E poi, Diane Keaton. Di bellezza incommensurabile (almeno per me e in questo film), doppiata da Livia Giampalmo e presenza di una sensualità (lo so, è un termine del cazzo, ma "arrapante" non può rendere veramente l'idea) che esce di peso dallo schermo e ti trascina dentro, senza possibilità di fuga. Tanto da dare dei punti financo a Tuesday Weld, il che è tutto dire. Bellissimo. Dvd Paramount qui. OST qui. INTERPRETI: Diane Keaton, Richard Gere, Tuesday Weld, William Atherton, LeVar Burton, Tom Berenger, Richard Kiley, Priscilla Pointer, Alan Feinstein.




lunedì 11 gennaio 2016

DAVID AND CARL (1985)

Parte il nuovo anno e cominciano le notizie di merda. Niente più Angus. Niente più David. Con Bowie è più difficile abituarsi, forse per via del fatto che sembrasse veramente "immortale". Vabbè. 

Oltre alla musica, rimangono anche i suoi film e non posso non ricordarlo in "Tutto in una notte" ("Into the Night", 1985) di Landis dove si trovava di fronte ad un'altra leggenda, niente meno che il grande Carl Perkins. Una delle solite uscite geniali di Landis, tra l'altro in una pellicola solo apparentemente "leggera" e divertente, in realtà impregnata da un senso di morte e violenza ineluttabile che viene fuori tutto dall'affaire "Ai Confini della Realtà" per il quale il regista fu mandato a processo proprio durante le riprese. E dove, non a caso, interpreta il ruolo del killer. 

Lascio perdere i "So Long" e "Goodbye", per una volta. Guardateli qua sotto, in tutto il loro magnetismo, questa volta, veramente, definitivamente "immortali" come gli attori sullo schermo TV.