martedì 11 ottobre 2016

TRE MATTI IN UN COLLEGIO FEMMINILE (1975) Gregory Corarito


"Delinquent School Girls" è un filmaccio di pura exploitation di quelli fatti apposta per fare inorridire gli apostoli dei Cahiers du Cinéma. Non tanto per quello che mette in scena, ma piuttosto per l'aria scanzonata (quasi con punte di commedia slapstick) che si respira per tutto il metraggio. E parlando di un film in cui tre maniaci sessuali evasi dal manicomio si scatenano in una sorta di ballo di San Vito con le ragazze ospiti di una scuola correzionale, si può facilmente capire come la correttezza politica non sia di certo il piatto principale servito da Corarito ("The Sadistic Hypnotist"), elemento non particolarmente apprezzato anche dalla censura italiana che lo respinse di petto al momento della sua prima valutazione nell'agosto del 1975, ancora con il titolo "Tre evasi in un collegio femminile". (Ripresentato nel gennaio del 1976 come "Tre Matti in un collegio femminile", alla pellicola fu concesso il nulla osta definitivo solo il 1 febbraio dello stesso anno a monte di tagli e modifiche; tuttavia la TCX farà di peggio con la distribuzione del film in VHS nei primi anni ottanta, devastandolo con una versione di soli 58 minuti, a monte degli 89 originari, piazzandogli un titolo come "Carnal Madness" che potrebbe far pensare all'aggiunta di inserti hard ma che di fatto eliminava quasi tutto il primo tempo con gli evasi a casa di George "Buck" Flowers.)


Se state pensando ad una cosa come "L'Ultima Casa a Sinistra" siete proprio fuori strada, poiché i tre protagonisti sembrano quasi una versione oscena di "The Three Stooges" per cui le scene di violenza non risultano mai disturbanti o disgustose ma solo un pretesto per mostrare le attrici seminude, regalando al pubblico da drive-in un certo quantitativo di sequenze squisitamente deliranti nella loro follia, vedi la partita notturna di pallavolo (?) interrotta dai tre debosciati che costringono le due ragazze ad una combattimento nel fango, l'unico blando richiamo al film di Craven, volontario o involontario che sia, reso ancora più spiazzante dalla fotografia di Louis Horvath (collaboratore storico di Al Adamson) che camuffa il tutto con il look rassicurante di un telefilm anni settanta.

Gli intenti satirici di Corarito sono evidenti, il collegio in realtà non è molto diverso
dall'ospedale psichiatrico e le ragazze sono pazze quanto (se non più) dei matti "istituzionalizzati", un gay, un "fratello" ed un attore fallito che nel finalissimo tenta di organizzare un numero alla Bubsy Berkeley durante una lezione di karate. Capito? Lo statuto cultuale che (più o meno) circonda la pellicola è dovuto soprattutto al cast, con il trio di folli evasi coperto da caratteristi apparentemente insospettabili, vale a dire il regista/attore Michael Pataki (proprio lui, il boss di Ivan Drago in "Rocky IV"), lo  stuntman Robert Lee Minor, mitico stunt double di Jim Brown, John Amos, Carl Weathers e presenza fissa in svariati blaxploitation movies dei settanta ("Blacula", "Coffy", "The Legend of Nigger Charly" ma la lista è lunghissima) più il grande Stephen Stucker futuro membro del Kentucky Fried Theater già pronto per la sua mai dimenticata performance in "L'aereo più pazzo del mondo" (1980) e seguito, scomparso a soli 38 anni nel 1986.


In evidenza la bella rossa Sharon Kelly/Colleen Brennan già attiva in ambito sexploitation (l'immarcescibile "The Dirty Mind of Young Sally" di Buckalew, poi con Russ Meyer e in due Ilsa movies, tra le altre cose) prima del suo trionfale ingresso nell'Hard, che è capace di ritagliarsi un simpatico ruolo di karateka badass in mezzo al gruppo di gradevolissime anonime del trecento che compongono il cast, con menzione speciale per Roberta Pedon e Nika Movenka, quasi tutte provenienti dalla fucina dell'American Art Enterprises (AAE). DVD in coppia con "Dream No Evil" qui. INTERPRETI: Michael Pataki, Bob Minor, Stephen Stucker, Sharon Kelly, George "Buck" Flowers, Brenda Miller, Roberta Pedon, Zoe Grant, Ralph Campbell, John Alderman.







6 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Grazie per averne parlato! Come sai dalle nostre conversazioni privare era da tempo che cercavo informazioni sul film, ma trovarlo in giro è abbastanza difficile e le info sono abbastanza scarsine.
La pellicola m'interessava proprio perché ricordo di averla beccata per un periodo a cavallo della metà degli anni 80 quando diverse reti private la mandavano in giro random e senza sosta...e poi dopo più niente.
Ricordo che m'incuriosì proprio per la le scene del primo tempo, quelle a casa di George Flowers nelle quali risulta evidente l'aspetto satirico del film e nelle quali quello che all'inizio sembrava la più crudele delle home invasion e l'iniziale stupro della padrona di casa si trasformano nella più amicale delle bevute tra amici e nel più consensuale dei rapporti con una donna con evidenti arretrati.
Tra parentesi, se puoi levami una curiosità: mi sembra che l'attrice (di cui al momento non ricordo il nome) che interpreta la moglie di Flowers non appartenesse al girone hard e che dopo questo film in sostanza non abbia fatto quasi più niente. Sbaglio? Ricordo male?

Belushi ha detto...

Grande Nick!!! Grazie a te, è sempre un piacere parlare di queste pellicole, almeno per me. L'attrice che fa la moglie del grande "Buck" Flowers, dovrebbe essere Julie Gant, e non mi risulta facesse parte del girone hardistico per così dire "ufficiale", anzi questo è l'unico film a lei accreditato, almeno per quello che mi ricordo. La maggior parte delle ragazze proveniva dall'agenzia per modelle che ho citato, questo lo so per certo perché stavo cercando materiale su Roberta Pedon ma credo siano soprattutto le studentesse, non so di preciso se anche la Gant fosse una delle modelle, molto probabile a questo punto. Anni fa parlai con la stessa Sharon Kelly, che non mi disse nulla di più sulle colleghe, solo che giravano durante i fine settimana, praticamente senza script. Ciao grande!!!

Nick Parisi. ha detto...

Beh comprendo come mai dopo non abbia fatto più niente, la scena in cui è impiegata la Gant (se è lei) non è certo di quelle da mostrare a figli e nipoti. :)
Comunque non sarebbe certo lei il primo caso di attori o di attrici ritiratisi dopo una unica esperienza, un caso eclatante fu quello della Heather Donahue, la protagonista del primo The Blair Withc Project, si racconta che sia rimasta così stressata da quella sua prima ed unica esperienza cinematografica che subito dopo preferì ritirarsi a vivere in una fattoria ai limiti di un deserto vivendo in condizioni quasi da survivalista, piuttosto che avere altri contatti con altre persone.

Ivano Landi ha detto...

Interessante, non conoscevo il film. Grazie delle info. Comunque ricordo bene il periodo a metà degli anni '70 in cui in Italia era esplosa la mania di intitolare i film: "Cinque matti allo..." "Quattro matti al..." e così via, sulla scia di un film di grande successo dell'epoca (forse "Cinque matti allo stadio?"?

Belushi ha detto...

Si, vado sempre cauto quando si tratta di individuare attori o attrici praticamente sconosciuti, gli anni settanta sono stati una giungla, in questo senso.E' un territorio paludoso, ahah. Ma la Donahue me la ricordo in "Taken", la miniserie Tv, sapevo dei suoi problemi dopo l'uscita di TBWP, quasi come la ciurma di "Cannibal Holocaust", la clausola di non farsi vedere in giro per almeno un anno. Vabbè.

Belushi ha detto...

Grazie a te, Ivano. Si, si, il gruppo comico Les Charlots, mi pare che i primi film risalgano ai primi anni settanta, 71-72, a memoria. Anche se ho sempre pensato che dietro ci fosse comunque lo "zampino" della serie "I Fantastici 3 Supermen" di Parolini. Thanks!!!

Posta un commento