giovedì 21 luglio 2016

L'ORA DELLA VIOLENZA (1996) Robert Mandel


Non lo vedevo da vent'anni 'sto cazzo di "The Substitute". Strano che non l'abbiano ancora tirato fuori per un papabile reboot o quel che volete, perché è proprio materiale adatto per una di quelle cosette alla "The Equalizer" (che ho cortesemente mandato affanculo, primi venti minuti a parte) ovvero protagonista taciturno e apparentemente innocuo che in realtà è un professionista dei calci nel culo.

Dunque, Tom Berenger è un mercenario disoccupato dopo una missione fallita a Cuba (è talmente incazzato che scaglia stellette ninja contro l'isola sulla cartina geografica) di ritorno dalla sua bella, Diane Venora, insegnante in una scuola di merda dove gli alunni non sono molto gentili. Anzi, la gang locale le fa spezzare una gamba da un tipo losco che sembra Steven Seagal (quello di oggi). Risultato, Tom non si scompone troppo e decide di improvvisarsi supplente per farla pagare ai bastardi, assistito dai suoi amiconi William Forsythe, Richard Brooks e Raymond Cruz, che rimandano pericolosamente al gruppo di compari culo e camicia con Liam Neeson in "Taken".



Non si perde troppo tempo con le spiegazione inutili in "The Substitute", Mandel non ha voglia e si vede, anche Berenger non ha voglia e la sceneggiatura diventa un pretesto per mettere in scena personaggi imbecilli (Forsythe su tutti) e situazioni in cui l'umorismo involontario rischia di presentarsi alla porta e non andarsene più. Cazzo, Mandel non è certo il primo arrivato ("F/X" è ancora uno dei miei film preferiti) ma sembra avere problemi a gestire gli spazi (soprattutto durante le scene di azione) e a infondere il dinamismo necessario a un film di puro genere (pensate un pò a "The Principal" come termine di paragone) e nemmeno la performance legnosa di Berenger aiuta a risollevare la baracca, almeno quando non è controfigurato, lasciando al regista della seconda unità Glenn Randall Jr. e al montaggio di Alex Mackie il compito di tappare i buchi . Tutto vero. Però, "The Substitue" è anche un prodotto di cassetta diabolicamente spassoso, stupidissimo e proprio per questo assimilabile a certi pezzi di pura exploitation che chiedono solo di essere consumati tra frizzi, lazzi e cazzate.

Penso alla scena in cui Glenn Plummer scopre il traffico di droga gestito dal preside Ernie Hudson, in combutta con il cartello. Cioè, il preside spaccia chili di coca trasportandola con gli scuolabus. Il povero Glenn è uno degli insegnanti e si ritrova una notte a scuola con un'allieva, per cui assiste all'operazione di scarico. Fugge, inseguito dagli spacciatori, e si nasconde in palestra, dove tenta di fuggire arrampicandosi su una delle funi per gli esercizi ginnici, prontamente imitato da Marc Anthony, il capo della gang che tenta di buttarlo giù a coltellate. Capito? Glenn cade e Ernie Hudson lo finisce con un colpo di pistola alla testa, ma Mandel preferisce riprendere il tutto con un totale per cui si ha la sensazione che venga colpito al culo piuttosto che al cervello. Il giorno dopo Berenger si presenta tutto tranquillo all'entrata della scuola mentre un giovane alunno suona "Il Silenzio" alla tromba e candidamente gli domanda 'Chi è morto?'. Una cosa del genere non ha prezzo.



Gli intenti satirici di Mandel che pure ci sono e suggeriscono una sorta di impossibile staffetta con "Platoon", ovvero il Sergente Barnes non è morto e si prepara ad "educare" una nuova generazione di cadetti, rimangono però sepolti sotto una marea di incertezze e cazzate che da una parte divertono ma dall'altra fanno storcere il naso per l'occasione perduta. Ma alla fine, chi cazzo se ne frega? Il finale che vede mercenari contro spacciatori che si sparano dentro la scuola ormai divenuta un campo di battaglia manco fossimo ne "I Mastini della Guerra" è delirante quanto basta e permette a "L'Ora della Violenza" di scavarsi una sua comoda (ma non troppo) nicchia in una ipotetica top ten di vigilante movies con l'asticella delle cazzate più in alto della media.

 A qualcuno deve pur essere piaciuto, visto che ha dato vita ad una saga da discount di ben quattro capitoli con Treat Williams al posto di Berenger che fu già "Sniper" per Luis Llosa  e lo sarà pure per (quasi) tutti i film sella serie. DVD accoppiato con il terzo capitolo, qui. INTERPRETI: Tom Berenger, Ernie Hudson, William Forsythe, Raymond Cruz, Diane Venora, Marc Anthony, Cliff De Young.




2 commenti:

  1. Quando andavo a scuola lo consideravo un super-cult, ma effettivamente temo siano passati davvero 20 anni dall'ultima visione! Però ho un flash che non mi è mai passato di testa, che in verità non so se si tratti di realtà o allucinazione: ricordo uno spot televisivo di un mercenario (simile a quello di Tom Savini in Machete) che decantava le sue abilità omicide, tra cui spiccavano "arti ninja" e "razzi".
    È vero o è soltanto un sogno? :D

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    1. Scusa per il ritardo, grande Death! No, ti ricordi bene, praticamente Berenger si presenta da questo riccone per un colloquio di lavoro come mercenario e c'è questo tizio che mostra il suo "curriculum" con un video! Tutto vero. Però c'è da dire che il tutto si riallaccia nel finale, ops, spoiler. Comunque film divertentissimo. Ciao grande!

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