martedì 3 maggio 2016

SHARKANSAS WOMEN'S PRISON MASSACRE (2016) Jim Wynorski



E chi li ammazza questi. Quando sento cazzate varie su "Sharknado" o l'eventuale sdoganamento della SyFy e relativa scoperta dell'acqua calda in ambito exploitation/trash/puttanate mi viene solo da ridere, cazzo. Wynorski e soci vanno avanti da quarant'anni con queste cose. Quaranta. Con il beneplacito di Corman o anche senza. Per cui non deve stupire la presenza su questi lidi di una cosa come "Sharkansas Women's Prison Massacre" che con un titolo del genere riassume mezzo secolo di cinema marginale, senza poi fare vedere un cazzo. La base dell'exploitation, ovvero prima il titolo e poi tutto il resto.


Per farla breve, un'esplosione all'interno di una cava libera dei famelici squali nelle paludi adiacenti (si, vabbè), guardacaso proprio il luogo scelto dai tutori della legge per raddrizzare la schiena a un manipolo di detenute in canotta e pantaloncini, tutte truccate manco fossero in un bordello. Fin qui, tutto bene. Poi arriva Dominique Swain (non più di primo pelo e già avvezza al genere, vedi "Nazis at the Center of the Earth") a liberare la sua bella (Cindy Lucas) e quindi tutte in fuga per essere poi braccate non solo da due agenti speciali, Corey Landis e la mia amatissima Traci Lords, ma anche dagli squali che sono in grado di scavare tunnel nel terreno come le talpe, memori forse dei cugini già visti in "Sand Sharks" (2011) con la figlia di Hulk Hogan.



Il massacro promesso dal titolo, come prevedibile, è solo uno specchietto per le allodole (o per le zoccole) visto che siamo più sul terreno del film action cialtrone con fughe e sparatorie speziato con qualche occasionale attacco degli squali di terra e una spruzzata di erotismo da discount (niente tette, solo un castissimo bagno nella vasca idromassaggio in cui le grazie della giunonica Skye McDonald vengono a malapena celate dal bikini). E poi? E poi un cazzo, si continua così fino al finalissimo ambientato in una caverna sotterranea dove tutti sembrano divertirsi un mondo a sparare cazzate e fare finta di morire crivellati da proiettili inesistenti (è tutto aggiustato in post-produzione).



 Capito? A Wynorski non importa un cazzo di niente, continua dritto per la sua strada fregandosene di riscoperte, rivalutazioni e mode effimere. That's Exploitation, e Jim rimane ancora il Califano del cinema culi e tette e porchetta e salsicce, uno che in tempi non sospetti (o pure sospetti, come volete) se ne usciva con "The Bare Wench Project", "Busty Cops", "The Witches of Breastwick" e l'immortale, intraducibile "Cleavagefield". Tanto il pubblico lo si prende per il culo pure in serie A, con operazioni truffaldine e furbastre degne di tycoon paraculi, basta aggiungere "Cloverfield" ad un indirizzo. Go Jim!!! Blu-ray qui. INTERPRETI: Dominique Swain, Traci Lords, Cindy Lucas, Christine Nguyen, Amy Holt, Skye McDonald, Corey Landis, John Callahan, John Archer Lundgren, Tabitha Marie.




2 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Certo che avere un cast del genere e non farlo spogliare nemmeno un po, contraddice tutti i comandamenti del Cinema bis!
Il buo Russ Meyer con bellezze simili ci sarebbe andato avanti per decenni, Corman invece di uno ne avrebbe tirati fuori tre di film nello stesso tempo e Antonio Margheriti avrebbe sbancato il botteghino girando nella metà del tempo impiegato da Wynorski.
Ciao.

Belushi ha detto...

Wynorski ormai vive di rendita, ha avuto pure il film "documentario" in suo onore, vedi tu. Lui ha cominciato con Roger e Julie Corman, queste cose ce l'ha nel dna, fecero pure una sorta di scommessa sul remake di "Not of This World", ahahah, dove la Lords invece si spogliava. Minchia, che nomi! Meyer il genere se l'è inventato lui!!! Ahahah, il buon Anthony M. Dawson proviene da un'altra scuola, sta su un altro pianeta, è un diafanoide del grande cinema italiano!!! Grande, Uncle Nick! A presto!!!

Posta un commento