martedì 29 marzo 2016

THE SINFUL DWARF (1973) Vidal Raski



Ebbene sì, anche "The Sinful Dwarf" è uscito in Blu-ray. Chi se frega, direte in molti. Giusto. Ma lasciatemi dire che per quanto mi riguarda è stato un vero "piacere" poter rivedere il film del misterioso ( e forse mai esistito) Raski in una nuova, in verità non proprio nuovissima vista la precedente release in Dvd, veste che scalderà i cuori degli amanti dell'exploitation dura e pura. Quella vera, sporca e lurida che non lascia possibilità di scelta.




Si può dire tutto su "Dvaergen", ma non che non si impegni ad esibire una fiera di quello che gli americani definiscono sleazy, un campionario di depravazione che colpisce lo spettatore da peep show non tanto per quello che mostra effettivamente (con quello che gira nel deep internet, l'aggettivo "estremo" diventa quasi una barzelletta) ma per l'atmosfera torbida, opprimente, bestiale, malata che si respira a pieni polmoni in quel bed and breakfast gestito da madre e figlio. E qui, per forza di cose, non si può glissare su una delle coppie più fottute della cinematografia seventies presa nella sua totalità, Lila Lash (Clara Keller) e il suo pargolo Olaf (Torben Bille). Quando li vediamo accogliere (per modo di dire) una simpatica coppietta in cerca di una sistemazione cheap, ci si ritrova subdolamente nel territorio instabile dell'attrazione/repulsione. Che gentaglia, ragazzi.









Che poi l'alberghetto sia in realtà un centro di spaccio e prostituzione in cui delle ignare ragazze vengono drogate, incatenate e costrette a prostituirsi (il film gira anche nella sua brava versione hardizzata) non è rivelazione tale da lasciare a bocca spalancata, perchè a quello ci pensano i siparietti alcolizzati della madre e le faccette di Olaf, il mitico, repellente nano peccaminoso conosciuto come Torben Bille che, come narra la leggenda, forse impalmò la protagonista femminile di questo capolavoro, la burrosa Anne Sparrow (molto figa) o forse no. Ma non divaghiamo. Se cercate un bigino del cinema anni settanta più ignorante e "repellente", non lasciatevi scappare questo "The Sinful Dwarf", "The Dwarf", o "Abducted Wife" come lo battezzò il grande Harry Novak. Credo che il "cinema dei nani" con tutta quell'aria da "politically incorrect" che si porta dietro, sia una branca del cinema a cui dedicare una certa attenzione, da "Freaks" fino a "Anche i nani hanno cominciato da piccoli" di Herzog.

 Vabbè, Blu-ray Severin con una bella pera di extra qui. C'è anche il pupazzo!!! INTERPRETI: Torben Bille, Anne Sparrow, Clara Keller, Tony Eades, Jeannette Marsden, Jane Cutter, Lisbeth olsen, Werner Hedman.






sabato 26 marzo 2016

HOPPING DOWN THE BUNNY TRAIL (1980)


Ecco una bella storiella per Pasqua. Nonostante l'ombra ingombrante del banner "approved by the comics code" sulla cover di questo Unexpected 202 del settembre 1980 (DC), Hopping Down The Bunny Trail si porta a casa la pagnotta senza porsi troppi problemi di carattere "morale". Nel senso che con questa perfida gemma di Michael Uslan (script) e Teny "Tenny" Henson (art) i bambini dovrebbero essere sistemati, almeno per un pò. Si scherza. Thanks a Ed Tonner per il materiale!!!

Cliccate sull'immagine per ingrandirla, se avete voglia.











mercoledì 23 marzo 2016

THE BOY (2015) Craig William Macneill


Un motel tagliato fuori dal mondo, padre e figlio che vivono un'esistenza ai limiti dell'isolamento, animali morti, omicidi. Se vi viene in mente un certo film che inizia per P e finisce con sycho, avete ragione. Potrete trovare tutto questo nell'esordio di Craig Macneill, tratto da un romanzo di Clay M. Chapman che non ho letto, quindi non posso dire nulla per quanto riguarda l'adattamento.

Quello che posso dire su questo "The Boy" è che alla fine, mi è piaciuto, senza esagerare. Ricapitolando, il giovane Ted (Jared Breeze) vive con il padre (David Morse, al solito bravissimo) gestore del motel Mt. Vista, un posto di merda dove non passa nessuno. L'unico passatempo del bambino è quello di raccogliere gli animali spappolati lungo la strada, per intascarsi qualche decino destinato all'acquisto di un biglietto del bus che lo porterebbe dritto dalla madre. Si, solo che c'è qualcosa che non va. E' lo stesso ragazzino a causare quegli incidenti, seminando pattume e rimasugli di cibo. Così quando un cervo viene travolto da un'auto di passaggio con Rainn Wilson a bordo, le cose cominciano ad andare a puttane.

Quello che funziona in "The Boy" è l'andamento sonnacchioso, quasi statico che ben rappresenta il ritmo soporifero della vita dei protagonisti, una routine quasi mortale che si riesce quasi a toccare con mano e che paradossalmente rischia di nuocere al film stesso, come se Macneill stesse giocando contro di sè. Certo questo potrebbe essere un problema, nel senso che qualcuno potrebbe rompersi i coglioni non di poco. Vero. Ma quello che riesce a mettere in scena "The Boy", se solo gli si regala una possibilità, è una tristezza infinita e una rabbia sepolta e soppressa pronta ad esplodere e a distruggere tutto quello che si trova nelle vicinanze. Non è poco.

Macneill non crede nell'exploitation (ahimè), è abbastanza arrogante da mantenere il tutto sotto una certa patina autoriale che forse piacerà più a certi salotti psicanalitici, ma il film è comunque valido, almeno per le magnifiche prove dei tre protagonisti, con un bambino sadico e solo molto credibile e il gruppo di giovani in fregola da prom night forse più antipatico e rompicoglioni che abbia visto sulle scene da un pò di tempo a questa parte. Prodotto da Elijah Wood. Blu-ray qui. INTERPRETI: David Morse, Jared Breeze, Rainn Wilson, Mike Vogel, Bill Sage, Zuleikha Robinson, David Valencia, Aiden Lovekamp.






mercoledì 16 marzo 2016

FULCI LIVES!!!


















Vent'anni senza Lucio. 
Si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto, inutile aggiungere un trombone all'orchestra. Nell'attesa di proporre un vero omaggio al maghetto, tra ritardi vari, burocrazia e diritti d'autore è più di un anno che sono (siamo) fermi in una sorta di limbo/purgatorio degno de "L'Aldilà", segnalo, in ritardo, le ristampe in vinile a cura della Death Waltz Records/Mondo Tees delle colonne sonore dei film storici di Lucio. (Bellissimo l'artwork di "Quella Villa Accanto al Cimitero" a cura di Graham Humphreys.)











venerdì 11 marzo 2016

CLIVE BARKER/STEVE NILES/LES EDWARDS SON OF CELLULOID 1991



SISTER HELL (2015) Fredrik S. Hana


Molto bene, ho visto questo corto norvegese di Fredrik Hana e devo dire che mi è piaciuto molto. Mi è piaciuta molto soprattutto la protagonista, Johanna Knudsen Rostad, un mix tra Anita Strindberg e Anitona Ekberg che lasciala perdere. Questo è amore a prima vista, ragazzi.

Comunque, cazzate a parte, "Sister Hell" è una cosetta bizzarra che mischia il genere conventuale con tocchi di delirio assoluto che non può che fare la felicità degli amanti del cinema "osceno". Una giovane suorina di clausura va a messa, raccoglie le offerte ma nell'intimità della sua stanzetta si ripassa un diario segreto in cui ha appiccicato ritagli di tette e culi che idealmente vorrebbe "indossare" al posto della sua scomoda divisa. Beccata in flagranza di reato dalla madre superiora, la sorella è costretta a bruciare il frutto del peccato ma la penitenza non è prevista dal suo personalissimo codice morale, per cui ruba i soldi delle offerte per regalarsi una chirurgia plastica da discount (vedere per credere) ed esibirsi come pole dancer in localacci frequentati da biker cazzari.


Capito l'antifona? Nella seconda parte "Sister Hell" ha l'arroganza di trasformarsi in un'altra cosa ancora, una follia con echi del Ken Russell de "I Diavoli" (ma anche di "China Blue") e dell'exploitation messicana alla Moctezuma (il mai dimenticato e bellissimo "Alucarda") senza vergogna e senza preoccuparsi di plausibilità o paraventi autoriali. Non è un capolavoro, non cambierà la scena horror attuale, ma Hana fa un pò quello che cazzo gli pare, ha un certo gusto per le inquadrature e, complice la breve durata, riesce a portare a casa un'operina per molti versi sorprendente e molto, molto esploitativa. That's Exploitation, o Nunsploitation, se volete. Anche se i bersagli da dileggiare sono facili anzichenò. Preti e suore in fregola sono stati da sempre la portata principale in ogni cinematografia degenere che si rispetti. E qui chiudiamo il cerchio e torniamo alla splendida Johanna, burrosa e suadente come poche, che ben figurerebbe in un ipotetico, improbabile e pure non richiesto remake di "Suor Omicidi". Vabbè. Per chi fosse interessato questo è il sito di riferimento, comunque vi posto il corto proprio qui sotto. INTERPRETI: Johanna Knudsen Rostad, Thomas Aske Berg, Lene Heimlund Larsen, Anders Hommersand, Oliver Hohlbrugger.


giovedì 3 marzo 2016

DEATH ROW'S 80 TIME WARP

Segnalo, in notevole ritardo, l'ottima iniziativa del collega Death, titolare del sito Death Row - Il Braccio della Morte, ovvero Death Row's 80 Time Warp, che già dice tutto con il titolo. Death è uno che non perde tempo e va subito al sodo, in questo caso il cuore pulsante del miglior cinema anni 80, senza fronzoli o cazzate varie.

Se amate certo cinema, dategli un'occhiata. In questo momento, sugli schermi di Death, la recensione del capolavoro "maledetto" di Friedkin, "Cruising" con Al Pacino. 

www.ilbracciodellamorte.com