sabato 28 novembre 2015

LEATHERFACE (1991)


Questo è un post inconsueto, nel senso che l'avevo scritto per un'altra parte, ma va bene così. Mi permette di introdurre alcune cosette e, soprattutto, l'amore che provo verso certe produzioni a fumetti che tanto ho apprezzato quando ero ragazzino. Dunque, non perdiamo tempo, se vi piacciono i fumetti del terrore, quelli vecchi, datati e impolverati, andate pure da queste parti. Se vi piacciono chincaglierie assortite, andate qui, da quella pazza di Eleonora. Se volete ascoltare qualche vecchia OST oppure roba come Inner Sanctum, qui. Se no, fa niente. Mi diverto con poco. Il post seguente è un pò troppo serio e pure un pò trombone, ma non ho assolutamente voglia di riscriverlo. 





mercoledì 18 novembre 2015

IL RISTORANTE ALL'ANGOLO (1987) Jackie Kong

Quanta ignoranza in questo "Blood Diner". Nel senso buono del termine, se mai ce n'è stato uno. Visto al cinema tantissimi anni fa, rimasi deluso (anzi, mi pare che mi incazzai proprio) perchè il film non era quello che mi aspettavo, ovvero uno slasher violento e crudele speziato con un tocco di cannibalismo, così tanto per gradire. 

Non mi accorsi ai tempi del substrato cultuale/underground portato di peso sul set da Jackie Kong e da Michael Sonye (sceneggiatore e frontman degli Haunted Garage) nè tantomeno mi immaginavo chi cazzo fosse il protagonista, Carl Crew. Cioè un pazzo fottuto. E se un interprete, come avviene durante alcune bizzarre congiunzioni di pianeti, riesce a contaminare una produzione in modo tale da lasciare un marchio quasi indelebile sul risultato, bè non saprei quale altro testimone chiamare alla sbarra, se non il vecchio Carl Albert Crew classe 1961,Vostro Onore.

Al di là del gigantesco omaggio a "Blood Feast" e in generale al cinema brutto, sporco e imbecille di H.G. Lewis, il parto della Kong (una specialista di prodotti in bilico tra la serie B più becera e la serie Z vera e propria, tanto per mettere qualche etichetta) è un coacervo di demenzialità e horror da discount talmente consapevole e felice di esserlo da sublimare la sua arroganza in qualcosa di simile alla spassosità, termine orribile ma non riesco a trovarne uno migliore e non ho intenzione di utilizzare piacevolezza, perchè di piacevole non c'è quasi nulla da queste parti. Anzi, forse è una delle pellicole più "luride", idiote, appiccicose mai prodotte negli anni ottanta.

La storia dei fratelli Tutman, Michael (Rick Burks) e George (Crew), indottrinati dallo zio al culto della dea Sheetar, è proprio tutta qua; una serie di omicidi in apparenza violentissimi con le vittime che sembrano non sentire dolore alcuno, il tutto impregnato da un aria scanzonata che rende l'atmosfera ancora più morbosa. E se l'osso d'oro va consegnato d'ufficio ai due detectives che indagano sul massacro di un gruppo di cheerleaders in topless (Roger Dauer e LaNette LaFrance, portata di peso davanti alle cineprese per la sua somiglianza con Janet Jackson e mai più richiamata) il plauso del pubblico va tutto al vecchio Carl Crew, svitato figlio di puttana amante del wrestling e delle Fiji Mermaids nonchè fondatore del California Institute of Abnomalarts. Guardatelo mentre cucina o investe bikers sprovveduti sempre con quel ghigno da malato di mente in gita di piacere. Tanta roba. Grandissimo finale con raggi laser che scoperchiano crani e uno dei baracchini di cibo d'asporto più schifosi che la memoria cinefila sia in grado di ricordare. Blu-ray quiINTERPRETI: Carl Crew, Rick Burks, Tanya Papanicolas, Roger Dauer, LaNette LaFrance, Drew Godderis, Dino Lee, Lisa Guggenheim.
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sabato 7 novembre 2015

THE HALLOW (2015) Corin Hardy




















Le cose che mi sono piaciute di più negli ultimi tempi (anni) in ambito orrorifico, vengono tutte dall'Irlanda: "The Canal" e "From The Dark", tanto per  mettere giù un paio di titoli. Mi sa che devo aggiungere a questa mini-lista anche il recente "The Hallow", opera prima di Corin Hardy che ho apprezzato moltissimo. Forse perchè non mi aspettavo un cazzo, forse perchè ultimamente non riesco più ad entusiasmarmi come prima riguardo "alle nuove leve del cinema horror", probabilmente perchè non mi piace quasi più un cazzo di niente.

Ricapitolando, questo "The Hallow" è stata una bella sorpresa sia per le qualità scenotecniche, sia per la sua grande capacità di coniugare il cinema horror d'assedio con tematiche prettamente favolistiche, prelevate di peso dal folklore irlandese/europeo, in questo caso la figura mitologica del changeling. Dunque, Adam e Claire (Joseph Mawle and Bojana Novakovic, molto bravi) si trasferiscono nel cuore della foresta irlandese con tanto di neonato e cagnone fedele. Fin qui, tutto bene. Adam è un tecnico ambientale (si dice così?) e il suo arrivo non è ben visto dalla comunità, anzi, gli vogliono (quasi) tutti male, specialmente il suo vicino Colm Donnelly (il solito, grandissimo Michael McElhhatton, Roose Bolton from Games of Thrones) che sembra nascondere e custodire un segreto riguardante i boschi e i suoi abitanti. Nel frattempo, i due coniugi cominciano ad essere vittime di strani incidenti e fenomeni bizzarri che interessano la casetta nel bosco nella quale si sono sistemati; non ci vuole molto a capire che c'è qualcuno o qualcosa che vuole allontanarli. E che vuole il loro bambino. 

Hardy non perde troppo tempo in pipponi introduttivi o altre inutili rotture di palle, prepara la prima parte del suo film con grande attenzione e cura dei dettagli per poi scatenare le creature contro la famigliola felice che passerà un notte da tregenda al termine della quale il lieto fine non è per niente assicurato. Sempre la solita storia, direte voi. Vero, ma il citazionismo impossibile da evitare in questi casi non si trasforma in un macigno sulle gonadi dello spettatore smaliziato, che può sedersi comodamente in poltrona e godersi un ottimo horror, splendidamente fotografato (da Martjin Van Broekhuizen capace di trasformare la foresta in un universo a sè stante, in cui convivono "Fantasia", "Il Labirinto del Fauno" e la baracca de "La Casa") e servito da un reparto effetti (a cura di John Nolan) che guarda direttamente al lavoro di Harryhausen e di Stan Winston, senza abbandonare del tutto la CGI, purtroppo. Ma non si può avere tutto, il risultato è a mio parere notevole e degno di essere ricordato e apprezzato. Hardy ci crede e abbandona del tutto ironia e insopportabili strizzatine d'occhio, per concentrarsi completamente su questa favola tenebrosa e malinconica. Sono i padri ad essere irrimediabilmente attirati dal male e trasformati (anche fisicamente) in qualcosa di apparentemente irriconoscibile. Che si tratti di ville coloniali ad Amityville o alberghi nel Colorado. Molto valido. Speriamo solo che il talentuoso Hardy non venga eletto quale nuovo pupillo del fandom horror/fighetto per poi essere buttato sdegnosamente giù dal carro al primo (presunto) passo falso, come il povero Ti West. INTERPRETI: Joseph Mawle, Bojana Novakovic, Michael McElhatton, Michael Smily.




mercoledì 4 novembre 2015

IL PROFESSOR MATUSA E I SUOI HIPPIES (1968)

Credo ormai di vivere in uno stato di stordimento costante, se comincio a sentire la mancanza di film come questo, sublime, "Il Professor Matusa e i suoi Hippies", forse il più brutto musicarello della storia. Io non concordo al 100% su tale primato, solo perchè non lo vedo da una vita. Quindi, ho pochi ricordi. Confusi ricordi su uno strano personaggio chiamato Matt Beat e un mucchio di gente che canta, a destra e a sinistra, come se non ci fosse un domani.

Non ho messo il nome del regista nel titolo del post perchè la paternità di questo capolavoro non è sicura. Vabbè. Il grande Gino Pagnani, uno degli interpreti, sostiene che alla regia ci fosse il direttore della fotografia Luigi De Maria, altri affermano che il James K. Stuart accreditato su IMDB sia, in realtà, il soggettista-sceneggiatore Carlo Martinelli, forse anche interprete del misterioso Professor Matusa. Mistero.

Per la gioia degli appassionati del genere, grandi e piccini, Riccardo Del Turco, Riki Maiocchi, Gigliola Cinquetti, Caterina Caselli, I Surf e tanti altri (pure Little Tony) cantano e ballano per il pubblico e per questo fantomatico e impresentabile Prof. Matusa mentre tutti sembrano divertirsi un mondo, anche se probabilmente non è vero. Però che nostalgia. C'è anche la splendida Sheyla Rosin (Spela Rozin) protagonista di numerose pellicole del nostro bis morto e sepolto. Qui sotto un estratto dal film con i mitici Scooters. INTERPRETI: Sheyla Rosin, Gino Pagnani, Galliano Sbarra, Riccardo Del Turco, Riki Maiocchi.