mercoledì 23 dicembre 2015

ANTI-CHRISTMAS (1975)



Da "Comix International" #2 1975, "Anti-Christmas" (Creepy #78, gennaio 1975).

Story: Gerry Boudreu
Art: Richard Corben



































BLESS US, FATHER...e tanti auguri

Merry Xmas a tutti quanti!!! Non avevo più voglia di fare una ipotetica rassegna sul cinema natalizio "degenere", ma ho trovato una cosetta che mi piace molto e ve la butto qui. Questa storia di Bill DuBay (script) e Richard Corben (inks and pencils), due giganti del settore, apparsa su Creepy #59 del gennaio 1974 è al tempo stesso morbosa, sadica e infinitamente triste. Non è poco.

Auguri a tutti. Divertitevi, bevete e mangiate e speriamo che Babbo Natale porti a tutti un pò di regali. A tutti, tranne a quel bastardo di J.J. Abrams. You, lazy fuckin' moron...ma che cazzo hai combinato? Che lo Sforzo sia con Voi, che la Forza al momento è un pò indisposta.


















lunedì 7 dicembre 2015

THE DEEP RED HORROR HANDBOOK (1989) Chas. Balun




THE DEEP RED HORROR HANDBOOK was designed and produced by Chas. Balun and Patricia Petric for FantaCo Enterprises, Inc.
ISBN O-938782-12-6
PUBLISHED by FANTACO BOOKS
August 1989 Tutti i diritti riservati
Traduzione DMB Per gentile concessione
La traduzione e la condivisione del seguente material è utilizzata a solo scopo divulgativo e non commerciale.


I film horror degli anni ottanta sono stati i più violenti, sanguinari, espliciti, oltraggiosi e pericolosi di qualunque altro periodo della storia del cinema. Nel momento in cui il decennio è giunto alla fine, le proposte di questo genere, sia qualitativamente che quantitativamente, hanno confermato le parole profetiche di Clive Barker, 'Non ci sono limiti.'

Siccome il film horror contemporaneo è ufficialmente entrato in questo Nuovo Mondo Coraggioso e Sanguinario, sarebbe di certo stato più ordinato raggruppare questo periodo storico in una più tradizionale disamina critica della sola decade presa in considerazione. Originariamente questo libro è stato concepito proprio per questo. Ad ogni modo, il problema principale con questo tipo di approccio è che molti film pagano un tremendo debito di ispirazione a tantissimi lavori distribuiti proprio allo spuntare dell’alba degli anni ottanta; film che avrebbero lasciato un’impronta decisiva su tutti quelli usciti in seguito.

Nessuno può di certo negare l’impatto che HALLOWEEN di John Carpenter ebbe sul cinema horror contemporaneo. Il suo successo, sia finanziario che critico, ha fornito ai filmmakers un esempio ideale e funzionale su come investire in futuri spaventi merceologici. Altri due film distribuiti proprio sul finire degli anni ’70, ALIEN di Ridley Scott e ZOMBI di George A. Romero, hanno foraggiato instancabilmente le pedisseque imitazioni subito seguite.

Per cui, e in maniera più appropriata, questo volume dovrebbe esibire un sottotitolo del tipo “Il Cinema horror dopo HALLOWEEN, piuttosto che presentarsi come una panoramica relativa ad una specifica decade. Nonostante l’enfasi in THE DEEP RED HORROR HANDBOOK sia posta in massima parte sui film degli anni ’80, è praticamente impossibile tralasciare altri lavori la cui influenza sul cinema horror moderno è innegabile ed irrefutabile.

C.K. Chesterton osservò mezzo secolo fa che, 'Lo svantaggio degli uomini che non conoscono il passato è che non conoscono il presente. La Storia è una collina, un punto sopraelevato…dal quale gli uomini guardano…l’epoca in cui stanno vivendo.'

A parte il fatto che i film horror dei tardi anni ’80 costituiscono un mucchio terribilmente corposo e precoce, sarebbe poco saggio procedere in un giudizio del periodo preso in considerazione senza il riferimento costante alle pietre d’angolo del cinema horror contemporaneo il cui continuo impatto può essere avvertito persino nelle opere modaiole a basso contenuto gore che hanno tracciato le prime linee di sangue degli anni ’90. HALLOWEEN-LA NOTTE DELLE STREGHE, ALIEN e ZOMBI, infatti, sono stati i film spartiacque che hanno cambiato il nostro modo di guardare lo splatter e lo spettacolare lavoro in ambito FX. Aggiungeteci VENERDI’ 13, uscito proprio l’anno dopo, ed avrete la fondazione di un nuovo decennio di horror filmmaking. Se queste scelte paiono sospette, bisogna meditare sul fatto che durante l’estate del 1989 questi film erano in differenti fasi di produzione: HALLOWEEN 5-LA VENDETTA DI MICHAEL MYERS, VENERDI’ 13 PARTE VIII: INCUBO A MANHATTAN, ALIEN III e infine un remake del film originale del quale ZOMBI fu il seguito. Da qui in poi diventa più difficoltoso in quanto le origini di questi film “seminali” si possono facilmente rintracciare andando, se possibile, ancora più indietro nel tempo.

L’ispirazione per HALLOWEEN si può riscontrare in PSYCHO di Hitchcock (1960), GLI OCCHI DELLA NOTTE (1967) e BLACK CHRISTMAS-UN NATALE ROSSO SANGUE (1974). L’onirico e surreale TERRORE NELLO SPAZIO di Mario Bava così come IL MOSTRO DELL’ASTRONAVE hanno gettato le basi per ALIEN e per gli interminabili e deliranti cloni spaziali che ne sono seguiti. E, molto tempo prima che VENERDI’ 13 diventasse un esempio in ambito grandi carneficine e Omicidio Creativo, REAZIONE A CATENA (1972), IL PRESAGIO (1976) e anche l’umile e maligno LO SQUARTATORE DI LOS ANGELES (1978) pavimentarono la strada con tonnellate di cadaveri accoltellati, fiocinati, garrottati, trapanati, inchiodati, fatti a pezzi a colpi d’ascia, a martellate e decapitati con una lastra di vetro. E, naturalmente, prima dell’ALBA venne la NOTTE undici anni prima.
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Chas. Balun
Luglio, 1989

DON'T OPEN TILL CHRISTMAS (1984) Edmund Purdom

Ci vuole una bella rassegna di cinema natalizio ( o almeno credo) per cui comincio con un vecchio slasher molto (poco) amato, ovvero "Non Aprite Prima di Natale". Visione antica in Tv e su Vhs Multivision, questo "Don't Open Till Christmas" è una produzione che porta le stigmate di Derek Ford, exploiter inglese con un piede e l'altro pure nella realizzazione di filmetti softcore, uno su cui dovrei scrivere almeno venti cartelle, per cui non divaghiamo e parliamo solo di questo masterpiece "diretto" dal mitico Edmund Purdom, grande attore inglese che trovò in Italia una comoda nicchia in cui svernare. 

"Diretto" virgolettato perchè il buon Purdom pare abbandonò il set e la pellicola fu poi terminata, per non dire riscritta o rigirata, da tale Al McGoohan (ovvero il tandem creativo Ford/Alan Birkinshaw, anche se spesso salta fuori il nome di Ray Selfe). Tutto questo per dire che la confusione dietro le quinte si fa sentire fino a prendere forma e sostanza nel prodotto finale. Una cosa così rozza e ignorante da lasciare soddisfatti o basiti a seconda dei gusti. 

A Londra c'è un serial killer che scanna tutti gli uomini che si travestono da Babbo Natale. Le donne no. Purdom è l'ispettore che si occupa del caso, ma sembra sia più interessato a occuparsi della bionda Kate (Belinda Mayne from "Alien 2 Sulla Terra") a cui è stato appena ucciso il padre durante una festa in balera. C'è pure un tale che sembra sapere un sacco di cose sull'identità del killer, ma Scotland Yard non riesce a cavare un ragno dal buco. Gli omicidi continuano, fino a quando una giovane stripper non assiste al massacro in un peep show, diventando di fatto l'unica testimone oculare (in realtà l'assassino ha importunato anche una modella da giornaletti erotici passandole un rasoio sul corpo seminudo, coperto solo da un cappotto da Babbo Natale, la mitica Pat Astley al suo ultimo ruolo). A leggerla così sembra il solito thrilling trito, ritrito e macinato. In effetti è il solito thrilling trito, ritrito e macinato ma con un aria da filmetto softcore (se non hard) che riesce ad annientare completamente l'atmosfera natalizia e tutto il companatico. Personaggi antipaticissimi e stronzi, gentaglia, uno show starring Caroline Munro semplicemente deplorevole e tanta, tanta weirdness per gli amanti delle stranezze su pellicola.

In realtà, questo "Don't Open..." cerca di elevarsi almeno al livello minimo consentito dal genere, con un incipit carpenteriano in cui puntualmente si (ri)trovano soggettiva del killer e respiro pesante in sottofondo e una serie di omicidi "creativi" così rozzi e imbecilli da far scattare l'applauso spontaneo, vedi l'assassinio con guanto borchiato e stivale con stiletto o la castrazione nei bagni pubblici ai grandi magazzini. E se è vero che basta una scena per redimere una produzione scalcinata, allora lasciatemi dire che il flashback finale vive in una sua personalissima dimensione tra il delirio totale e la risata isterica da rimanere per anni (come è successo al sottoscritto) stampato nell'album delle visioni "what the fuck?", quasi come vedere un film sotto l'effetto di un acido blando, pur non avendolo preso in quel momento. Vabbè. Non è poco. DVD della Mondo Macabro, qui. INTERPRETI: Edmund Purdom, Belinda Mayne, Alan Lake, Gerry Sundquist, Kelly Baker, Mark Jones, Kevin Lloyd, Pat Astley, Caroline Munro.