sabato 7 novembre 2015

THE HALLOW (2015) Corin Hardy




















Le cose che mi sono piaciute di più negli ultimi tempi (anni) in ambito orrorifico, vengono tutte dall'Irlanda: "The Canal" e "From The Dark", tanto per  mettere giù un paio di titoli. Mi sa che devo aggiungere a questa mini-lista anche il recente "The Hallow", opera prima di Corin Hardy che ho apprezzato moltissimo. Forse perchè non mi aspettavo un cazzo, forse perchè ultimamente non riesco più ad entusiasmarmi come prima riguardo "alle nuove leve del cinema horror", probabilmente perchè non mi piace quasi più un cazzo di niente.

Ricapitolando, questo "The Hallow" è stata una bella sorpresa sia per le qualità scenotecniche, sia per la sua grande capacità di coniugare il cinema horror d'assedio con tematiche prettamente favolistiche, prelevate di peso dal folklore irlandese/europeo, in questo caso la figura mitologica del changeling. Dunque, Adam e Claire (Joseph Mawle and Bojana Novakovic, molto bravi) si trasferiscono nel cuore della foresta irlandese con tanto di neonato e cagnone fedele. Fin qui, tutto bene. Adam è un tecnico ambientale (si dice così?) e il suo arrivo non è ben visto dalla comunità, anzi, gli vogliono (quasi) tutti male, specialmente il suo vicino Colm Donnelly (il solito, grandissimo Michael McElhhatton, Roose Bolton from Games of Thrones) che sembra nascondere e custodire un segreto riguardante i boschi e i suoi abitanti. Nel frattempo, i due coniugi cominciano ad essere vittime di strani incidenti e fenomeni bizzarri che interessano la casetta nel bosco nella quale si sono sistemati; non ci vuole molto a capire che c'è qualcuno o qualcosa che vuole allontanarli. E che vuole il loro bambino. 

Hardy non perde troppo tempo in pipponi introduttivi o altre inutili rotture di palle, prepara la prima parte del suo film con grande attenzione e cura dei dettagli per poi scatenare le creature contro la famigliola felice che passerà un notte da tregenda al termine della quale il lieto fine non è per niente assicurato. Sempre la solita storia, direte voi. Vero, ma il citazionismo impossibile da evitare in questi casi non si trasforma in un macigno sulle gonadi dello spettatore smaliziato, che può sedersi comodamente in poltrona e godersi un ottimo horror, splendidamente fotografato (da Martjin Van Broekhuizen capace di trasformare la foresta in un universo a sè stante, in cui convivono "Fantasia", "Il Labirinto del Fauno" e la baracca de "La Casa") e servito da un reparto effetti (a cura di John Nolan) che guarda direttamente al lavoro di Harryhausen e di Stan Winston, senza abbandonare del tutto la CGI, purtroppo. Ma non si può avere tutto, il risultato è a mio parere notevole e degno di essere ricordato e apprezzato. Hardy ci crede e abbandona del tutto ironia e insopportabili strizzatine d'occhio, per concentrarsi completamente su questa favola tenebrosa e malinconica. Sono i padri ad essere irrimediabilmente attirati dal male e trasformati (anche fisicamente) in qualcosa di apparentemente irriconoscibile. Che si tratti di ville coloniali ad Amityville o alberghi nel Colorado. Molto valido. Speriamo solo che il talentuoso Hardy non venga eletto quale nuovo pupillo del fandom horror/fighetto per poi essere buttato sdegnosamente giù dal carro al primo (presunto) passo falso, come il povero Ti West. INTERPRETI: Joseph Mawle, Bojana Novakovic, Michael McElhatton, Michael Smily.




8 commenti:

Cinepillole Guida Antiflop ha detto...

questo mi sa che dovrò vederlo anche io :-)

Belushi ha detto...

A me è piaciuto molto, nonostante non ami molto le commistioni horror/fairytales. Una spanna e pure qualcosa in più rispetto a cose come "Mama" e "Don't be afraid of the dark", stucchevoli fino al rincoglionimento. Ciao!!! Alla prossima!

Nick Parisi. ha detto...

A proposito di The Canal, che hai citato nel post, ritengo che assieme a Babadook sia uno dei migliori horror usciti in questi ultimi due\ tre anni.
Ciao!

Chiara Scura ha detto...

Appena visto, altra gran bella scoperta di cui ti sono debitrice. L'horror è un genere che ho poco esplorato finora quindi i miei giudizi sono molto ingenui. Comunque, a me è piaciuto parecchio questo The Hollow. Ho apprezzato la sfumatura malinconica che anche tu hai fatto notare. Soprattutto nel finale, quando lui è in bilico fra ciò che era e ciò che sta diventando.
Magari a breve recupero pure The canal e l'altro che hai citato, ciao! :)

Belushi ha detto...

Si, concordo. Anzi, se devo dirla tutta "The Canal" mi è piaciuto più di "The Babadook". Che è comunque pregevole, soprattutto dopo ripetute visioni (senza esagerare). Sono film horror. Senza tutta la paccottiglia comico/metacinematografica del cazzo che non riesco più a sopportare. Sarà il tempo che passa, l'età. Ciao! A presto!!!

Belushi ha detto...

Chiara, nessun debito. Anzi, sono io che ti ringrazio. Se vale ancora qualcosa questo posto o lo scrivere in generale, è proprio quando ci si scambia i film e i commenti.Ti consiglio senza mezzi termini "The canal", storia già conosciuta, ma realizzazione pregevole più una tristezza e disperazione di fondo che mi ha molto colpito. Come in "The Hallow" del resto. "From the Dark" è un horror più semplice e diretto, puro genere, unità di tempo,luogo e azione. Derivativo, con molti difetti, ma per me da vedere. Ciao!!! Alla prossima!!!

Frank R. ha detto...

Guardato proprio ieri sera, perfettamente d'accordo con te. Tra l'altro, finalmente, nessuno spiegone sul perché la famiglia è la, cosa sta facendo, da dove viene, dove andrà, che farà. Tutti viene detto ma integralmente alla storia, senza digressioni, tutto corre come un treno ed è cattivissimo.

Belushi ha detto...

Esatto. Secco ed essenziale, senza troppa retorica e primo tempo introduttivo da far cadere i coglioni, visto che già si sa che succederà qualcosa di brutto. In più, confezione notevole. Un grande saluto, Frank! Grazie di essere passato.

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