martedì 20 ottobre 2015

DEATH GAME (1977) Peter Traynor

Se vi è piaciuto "Knock Knock" (a me, quanto basta) allora è obbligatorio (non è vero) andare a cercare il film originale, quel "Death Game" conosciuto anche con il titolo "The Seducers" che deve avere acceso una lampadina nella testa del buon Eli tanto da spingerlo a mettere la moglie (Lorenza Izzo, che a me piace molto, ha qualcosa della Romina Power di "Justine" del tìo Jess, ma stiamo divagando) in tandem con Ana De Armas a sostituire le due "divine" Sondra Locke e Colleen Camp che furono le protagoniste di questa bizzarra pellicola di Traynor, più un produttore che un regista, fu accreditato come tale anche in quel gran casino di "Evil Town". 

Vabbè, cazzate a parte, il film è molto valido, più cupo e oscuro rispetto al remake e molto poco accomodante nella descrizione delle bad girls, che qui sono due pazze scatenate, sadiche e pericolose; il buon samaritano  Seymour Cassel, rimasto solo a casa, accoglie le giovani e bellissime cerbiatte tutte bagnate e infreddolite che bussano alla sua porta per poi venire puntualmente sedotto. Ma non abbandonato. Al risveglio comincia un lungo incubo che lo vedrà prigioniero e poi imputato in un farsesco processo. 

Se avete già visto il remake, sapete di cosa stiamo parlando. Se non l'avete visto, vi consiglio di fare un pò come vi pare e guardare prima l'uno e poi l'altro a vostro piacimento. Detto questo, "Death Game" è un puro distillato di cinema anni settanta, sadico, morbosetto e ben poco orientato verso la black comedy. Anzi. Le due protagoniste (non c'è paragone con il remake, ma non in senso dispregiativo perchè le caratterizzazioni sono molto diverse e la Izzo e la De Armas funzionano piuttosto bene come bimbette capricciose) sono a tratti realmente inquietanti e fastidiose ma, soprattutto, completamente suonate. Guardatele mentre si ingozzano senza ritegno o quando vandalizzano la casa del povero George Manning (un Cassel svaccatissimo, pure doppiato perchè si rifiutò di partecipare alla post-produzione) illuminate dalle luci del direttore della fotografia David Worth (proprio lui, il regista de "I Predatori dell'anno Omega") e non vorrete più avere ospiti a casa per tutta la vita. Invece le due ninfette del rifacimento, alla fine me le sarei tenute pure per Natale. 

Comunque, se vi va, dvd qui (anche se non è il massimo della definizione). Ah, c'è pure un secondo remake spagnolo, datato 1980. INTERPRETI: Seymour Cassel, Sondra Locke, Colleen Camp, Michael Kalmansohn, Beth Brickell.



4 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Per quanto mi riguarda la scelta è semplice: vedrò prima l'originale e poi il remake, magari mi piaceranno entrambi.

Cinepillole Guida Antiflop ha detto...

sembra interessante, pensavo fosse un film accantonabile...

Belushi ha detto...

Ottimo, alla fine il bello è proprio quello, organizzarsi un bel double bill, come piace a me.

Belushi ha detto...

Certo se hai visto prima il remake, molte cose risulteranno "già viste", la sceneggiatura è piuttosto fedele. Cambio il tono generale e la confezione puramente seventies.

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