venerdì 24 giugno 2011

MINDWARP (1992) Steve Barnett

Post-atomico d'accatto prodotto dalla Fangoria Films che durante quel periodo storico cominciava a muovere i primi passi nella produzione ufficiale di pellicole del terrore. Ne vennero fuori "Children of the Night"-1991- di Tony Randell, "Severed Ties"-1992- di Damon Santostefano e questo "Mindwarp" aka "Brain Slasher" diretto dal buon Steve Barnett( "Emmanuelle 5"- "Scanner Cop 2"). Si parlava di post-atomico; si perché un po' lo é dai; in un futuro prossimo gli uomini e le donne vivono costantemente attaccati ad un macchinario che gli consente di vivere una vita alternativa idilliaca, per poter dimenticare la devastazione della superficie terrestre. Una giovane donna, Judy (Marta Alicia/Marta Martin) decide di ribellarsi e fugge "all'esterno": troverà il resto dell'umanità ridotta in schifosi mutanti guidati da Angus Scrimm. Chi sarà l'eroe che la salverà? Bé, Bruce Campbell, in versione Here i come to save the day! Bruce é un rude bastardo che si chiama Stover e Stover  é uno che i mutanti se li puccia nel latte. Per cui si prevede un massacro.E massacro sarà. Erano ancora i tempi in cui l' MPAA saltava addosso a pié pari su queste produzioni, tagliandole senza pietà.Tanto che un editoriale si e uno pure di Fangoria o Gorezone ,  sputavano fuoco e fiamme sull'organo censorio, che faceva passare indenni "Cape Fear" e "The Silence of the Lambs" mutilando invece le produzioni low budget. Altri tempi. Oggi si sono mooolto allargati. Comunque questo "Mindwarp" sia cut che uncut, é ancora godibile, con tutte le cautele del caso. Poi per essere un filmetto da battaglia dipinge un futuro cupo mica da ridere; da una parte tossicodipendenti virtuali con il cordone ombelicale elettronico, dall'altra tutti i mutanti, i reietti e i losers che scavano tunnel e gallerie alla ricerca di una antica grandezza.Non é poco.

 Se vi va recuperate anche gli altri film della Fangoria, tra cui anche "I  Zombie: The Chronicles of Pain" di Andrew Parkinson (1999) rozzo, ma molto inquietante. Se no, fa niente. Scrivo in grande perché non ci vedo piu' un cazzo, oggi. INTERPRETI: BRUCE CAMPBELL, ANGUS SCRIMM, MARTA ALICIA, MARY BECKER, WENDY SANDOW, ELISABETH KENT, BRIAN BRILL, ROGER PERKOVICH, JOHN THORPE.


lunedì 6 giugno 2011

THE HILLS HAVE EYES PART 2 (1985) Wes Craven

Si vede proprio che Craven non lo voleva dirigere questo sequel. Uno dei film piu' massacrati e sbertucciati della storia del cinema. Di certo il regista che solo un anno prima aveva tirato fuori dal cilindro un film come "A Nightmare on Elm Street", qui è  a stento riconoscibile. Non sono tra coloro che considerano così indigesta la pietanza cucinata da Craven. No, però sono tra quelli che la considera una gran cazzata.

 Con tutto il rispetto per il diretto interessato che, tra i "Masters of Horror", è quello che è riuscito a vendersi meglio, adattando le sue produzioni a tutte le decadi. Il film comincia con il biondo sopravvissuto all'ecatombe del prototipo, Bobby Carter (Robert Houston), che proprio non ce la fa a riprendersi da quanto accaduto nel deserto. Infatti lo troviamo dallo strizzacervelli. Tuttavia tutto questo non serve a un cazzo, perchè i protagonisti della pellicola sono altri. Si, un gruppo di motociclisti con tutti i clichè a posto, che decidono di fare una bella gita a bordo di un bus. Fin qui tutto bene. Partecipano pure una ragazza non vedente, la Ruby del primo episodio, ripulita e rimessa a nuovo, e  il cane Beast. Fin qui ancora tutto bene. Fin qui. Naturalmente il bus si ferma in pieno deserto. Che cosa potrà mai succedere ai ragazzi che sfottevano di brutto il povero Bobby? Semplice. Incappare nel redivivo Pluto ( Michael Berryman) e in una brutta copia di Jupiter, probabilmente il fratello, che si fa chiamare "The Reaper".

 Siamo già nel secondo tempo, a questo punto. E il film diventa uno slasher vero e proprio, con "The Reaper" che massacra i giovini ad uno ad uno. Tranne il protagonista piacione e la ragazza non vedente. Della prima parte, vi parlo adesso. Craven è talmente svogliato e cazzaro che riempie il metraggio di spezzoni del primo film. Usa insomma l'espediente del flashback. E qui arriviamo al momento che per me cambia totalmente la fruizione del film. Si, perchè Craven, non contento di aver già mostrato mezzo film del'77, decide di giocare una carta decisiva. E piazza un bel flashback del cane Beast mentre sbrana il povero Michael Berryman. Cioè, il cane, inquadrato in primo piano, ha il flashback di tutta l'aggressione, come in "Lost". Geniale. Se aggiungiamo poi la partitura di "Venerdi 13", riciclata spudoratamente da Henry Manfredini in tutte le scene di suspence, allora siamo dalle parti della vera e propria ammirazione. Sembra più un film Tv che un horror da sala. Comunque, una cialtronata genuina che mi ha molto divertito. Craven si è fatto poi perdonare ( almeno dal sottoscritto) con "Deadly Friend" e, naturalmente, con "Il Serpente e l'Arcobaleno". Eh, il danaro. Genera Mostri. INTERPRETI: TAMARA STAFFORD, KEVIN BLAIR, MICHAEL BERRYMAN, JOHN BLOOM, COLLEEN RILEY, JANUS BLYTHE, ROBERT HOUSTON, JOHN LAUGHLIN.




venerdì 3 giugno 2011

LET MY PUPPETS COME (1976) Gerard Damiano

Se pensavate che Peter Jackson avesse già fatto piazza pulita nel genere marionette sporcaccione con "Meet The Feebles", allora non vi siete imbattuti in questo "Let My Puppets Come". Se poi andate a guardare il nome del regista, potete cancellare eventuali dubbi con un bel colpo di spugna. Nella decade che ha visto la nascita e l'affermarsi della Golden Age of Porn, i registi piu' iconoclasti si sono spesso cimentati in riletture "azzardate" dei grandi classici del cinema, vedi Metzger con "The Opening of Misty Beethoven" o Bud Townsend con "Alice in Wonderland: An X-Rated Musical; Damiano, da par suo,  gioca con il titolo di una rappresentazione teatrale di grande successo in quel periodo, il musical "Let My People Come" di Earl Wilson Jr, che già si presentava come un "Sexual Musical" ispirato al celebre "Oh, Calcutta!"; decide però di realizzare il film con delle marionette, per parodiare il "Muppet Show" di Jim Henson che, in quel periodo storico, cominciava a diventare appuntamento di culto per gli spettatori americani ( i Muppets parteciparono alla prima edizione del "Saturday Night Live" e a parte della seconda).  Naturalmente il buon Damiano non resiste alla tentazione di trasformare il progetto in un film Hard a tutti gli effetti. Solo che sono i "Muppets" ad esibirsi in prestazioni a Tripla X. Il tutto senza vergogna davanti alle cineprese. Ma, attenzione, non si tratta di una sterile sequenza di loops montata per ottenere un metraggio sufficiente. Tutt'altro. Il film é un vero e proprio musical,  diviso in atti, che racconta le peripezie di un gruppo di produttori televisivi indebitatosi con la mafia; per far fronte alla prospettiva di essere tutti quanti seppelliti vivi nel cemento, i tre producers accettano il suggerimento del factotum Jimmy, cioé realizzare un porno per mietere subito i profitti sufficienti a pagare Mr. Big ( il midget Luis De Jesus, nientemeno che Ralphus in "Bloodsucking Freaks"). La pellicola entra effettivamente in produzione e, in mano ad un regista felliniano, arriva a vincere l'Oscar , ritirato da Damiano in persona. Che dire. Chi scrive ritiene Jerry Damiano uno dei grandi autori dei seventies, e la pellicola in esame riconferma il grande, grandissimo talento di un cineasta rimasto sempre ancorato all'affaire "Deep Throat", ma capace di adattare il suo cinema al melo', alla commedia brillante, financo all' horror("Legacy of Satan") con grande disinvoltura e cura dei dettagli tecnici (i film hard di Damiano sono fotografati e montati con una competenza che niente ha da invidiare al mainstream). Valore aggiunto é il grande sottotesto ironico che pervade tutto quanto "Let My Puppets Come"; il riferimento ai mafiosi della Bryanston che letteralmente gli scipparono "Gola Profonda" minacciandolo di morte,  é sottile,  ma neanche tanto. La Mafia diventa a conti fatti il produttore esecutivo del musical e finanziatrice occulta alle spalle dei protagonisti, i quali verranno estromessi dal successo economico del film, come accadde al regista stesso che non vide mai un cazzo di dollaro e rischiò di venire pure carcerato per oscenità. Ma questa é  un'altra storia. Quindi, se amate le marionette, soprattutto quelle molto disinibite, questo é il film che fa per Voi. Diciamo pure che il film funziona anche come incunabolo per certo cinema demenziale che si farà strada proprio negli anni a venire, in particolare "Ridere per Ridere" di Landis, con cui condivide i beffardi spot pubblicitari piazzati nel corso della narrazione che prendono allegramente per il culo il product placement, ancora molto attivo nella moderna cinematografia.Vi aspettano una infermiera molto disponibile, un cane moolto devoto alla padrona e pure Geppetto e la sua dolce creatura, ivi ribattezzata Pornocchio! Date una chance a questi pupazzi.Se la meritano.O no? INTERPRETI: LUIS DE JESUS, GERARD DAMIANO, LYNETTE SHELDON, PENNY NICHOLS, AL GOLDSTEIN, VIJU KREM.