mercoledì 23 marzo 2011

PERFECT BEAUTY di Wendy Wheeler (1991)




"Perfect Beauty" di Wendy Wheeler originariamente pubblicato su GOREZONE #17, gennaio 1991.

Copyright Wendy Wheeler. All Rights Reserved.




«C’è una signora che vuole vederla, Miss LaFayette!»

Odette parla dalla soglia dello studio, poi si morde le labbra. Il suo grembiule, bianco smagliante contro il nero severo dell’uniforme, è sgualcito e spiegazzato. Le grandi mani nere tormentano il tessuto increspato.

Helen Lee LaFayette solleva lo sguardo dalla agenda. I suoi occhi, freddo topazio blu incastonato tra folte ciglia scure, squadrano Odette.

«Spero proprio che tu non abbia aperto la porta con quella faccia.» La voce è bassa e suadente, ogni traccia di cadenza nasale cancellata. «Sarebbe davvero imbarazzante se qualcuno ti vedesse così.»

Odette si nasconde le mani dietro la schiena. «No, Madame…voglio dire, si, Madame. Questa signora…»  Helen da un’occhiata agli appuntamenti del giorno sul suo calendario.  «Oh, deve essere la rappresentante della National Art Guild. Le hai mostrato la sala d’aspetto? Sai che è lì che mi piace ricevere i miei ospiti.» Il salotto che fa da sala d’aspetto è dipinto con sfumature alzavola e salmone, i colori preferiti da Helen. Odette smette di trattenere il fiato. «Si, Madame, il salotto. E’ lì che aspetta.»

Mentre Helen infila un segnalibro nella agenda, qualcosa di subdolo e trionfale splende negli occhi di Odette. Poi inchina la testa e se ne va. 



FACES OF DEATH (1980) Conan LeCilaire

In questi tempi in cui il mockumentary é diventato un genere gettonato dai filmakers,  é interessante rispolverare quello che é considerato se non il re, sicuramente il principe di questa tendenza cinematografica. Tra immagini di repertorio e filmati non proprio entusiasmanti ( la scimmia massacrata al ristorante) quel bel tipo di John Alan Schwartz (alias Le Cilaire)  ci propina una serie di morti violente che vorrebbe spacciare per riprese reali, ma girate in maniera così cialtronesca da suscitare piu' la risata che lo sdegno. Quindi ecco a voi un sceriffo dilaniato da un alligatore, l'esecuzione via sedia elettrica di un condannato a morte (cialtronissima) e, in verità la mia preferita, la morte di un maritino fermatosi con la moglie a riprendere da vicino un'orso che pasteggia beato e tranquillo. Con tanto di moglie che intona uno spensierato "Be careful honey" .  Chi scrive ne ha visti parecchi di  questi prodotti e il tono scanzonato utilizzato fino ad ora potrebbe risultare fuorviante o poco rispettoso, visto l'argomento trattato dal film in questione. Tuttavia è stato proprio il sottotesto fortemente ironico della pellicola a colpirmi durante questa seconda visione,  nonostante tutta la morte e la violenza messe in scena. Classico esempio di cinema che si "autocannibalizza", il film di Schwartz  mischia autopsie, primi piani di cadaveri, massacri di bestiame, piranhas, anaconde e alligatori in una rappresentazione della morte che alla fine risulta surreale e parodistica, in barba alla veridicità rivendicata dal farlocco dottore protagonista del prologo e dell'epilogo. Sui titoli di coda si permette pure di piazzare una canzone melodica intitolata "Life" con immagini di mamme, neonati, cerbiatti e tramonti. Delirio assoluto. Astenersi spettatori impressionabili. INTERPRETI: Michael Carr, Thomas Noguchi. SCENEGGIATURA: Alan Black( John Alan Schwartz). REGIA: Conan Le Cilaire(John Alan Schwartz).







venerdì 11 marzo 2011

FACE VALUE di Wayne Allen Sallee



Un estratto dal racconto "Face Value" di Wayne Allen Sallee.



Rory Grogan capì subito che quello era l’uomo che stava cercando (beh, che teneva d’occhio; cercare suonava un po’ come se trovare quel tipo fosse il suo unico scopo, e subito gli balenò nella mente un’immagine del Tenente Gerard alla caccia di Richard Kimble ne “Il Fuggitivo”) da ormai diciotto mesi. L’uomo (ok, il barbone, è così una brutta parola da pronunciare?) che puzzava di sudore vecchio e urina si era avvicinato a Grogan alla fermata di Sheridan offrendogli di  autocannibalizzarsi in cambio di qualche spicciolo. La stessa persona con la sudicia zazzera di capelli castani e una ispida barba rossa che ora gli offriva dei piccoli frammenti di carta scolorita. Ogni pagina era completamente ricoperta da linee e tratti a penna e matita e da schizzi della Downtown Loop Area sorprendentemente realistici. Era questo che voleva barattare per un quartino. Tutta quanta la dannata mezza dozzina di pagine.

PERVERT! ( 2006) Jonathan Yudis

Delirio assoluto. Un gigantesco omaggio a Russ Meyer (Supervixen su tutti) e al cinema exploitation dei settanta in generale. Tanta carne al fuoco (é proprio il caso di dirlo) con la porno star Mary Carey in prima fila, nel ruolo della giovane e vogliosa mogliettina di un vecchio fattore che riceve l'inaspettata visita del figlio erotomane. Inutile spiegare come andrà a finire. Questo per i primi quaranta minuti, poi entra in scena un cazzo in plastilina animato in stop motion che ruba la scena a tutti quanti. A parte alle tette delle attrici, naturalmente.  Yudis fa un cameo nel ruolo di un meccanico nazista che prende a calci il figlio piccolo nell'officina. Godibile nonostante lo stile amatoriale, il film di Yudis é una manna per i fans di Meyer e risulta improponibile per i normali spettatori, ma proprio in questo risiede la sua forza.  A chi scrive é piaciuto molto, nonostante alcune cadute di ritmo, ma é come sfondare un porta aperta. Per appassionati.
INTERPRETI: Mary Carey, Sean Andrews, Darrell Sandeen, Juliette Clarke, Sally Jean, Jonathan Yudis, Candice Hussain.




sabato 5 marzo 2011

WOLFEN (1981) Michael Wadleigh

Misconosciuto film del regista di "Woodstock" che, almeno in Italia, non ha raccolto particolari entusiasmi. Un peccato, perché la pellicola di Wadleigh tratta dal romanzo di Whitley Strieber, oltre ad essere girato in stato di grazia, offre una variazione sul tema licantropico che non si dimentica facilmente, testimonianza diretta di come i primi ottanta siano stati fecondo periodo di rivisitazione degli archetipi orrorifici. Il sottotesto ecologico non inficia la visione del film, valorizzato anche dalle ottime performance di Albert Finney, Edward James Olmos e Tom Noonan. Da rivedere assolutamente. TITOLO ITALIANO: WOLFEN, LA BELVA IMMORTALE. INTERPRETI: Albert Finney, Diane Venora, Gregory Hines, Edward James Olmos, Tom Noonan, Dick O'Neil, Dehl Berti, Peter Michael Goetz, Max M. Brown, Anne Marie Pothamo, Sarah Felder, Reginald Veljohnson, James Tolkan.